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Economia


 

Gianfelice Rocca

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Bergamo torna a contare nella "locomotiva Lombardia". Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, i due grandi colossi energetici Eni ed Enel convergono infatti sulla candidatura alla presidenza dell'Assolombarda di Gianfelice Rocca, industriale bergamasco patron della Techint che nella città orobica aveva comprato la Dalmine, società dedicata alla produzione di tubi in acciaio senza saldatura, bombole e componentistica auto che fa parte a sua volta del gruppo Tenaris.

Oltre che sull'appoggio di Paolo Scaroni, numero uno dell'Eni, Rocca può contare ora anche sul sostegno di Fulvio Conti, amministratore delegato del colosso elettrico Enel. Doppio appoggio che gli consentirà di raccogliere in giugno con una certa agilità il testimone da Alberto Meomartini, anche presidente di Saipem, alla guida della potente associazione lombarda. Confederazione territoriale che, con 5.161 imprese per un totale di 300 mila dipendenti, è la più grande del sistema di Viale dell'Astronomia.
 
Sono partite in Via Pantano le procedure formali per eleggere il prossimo presidente, con la nomina dei tre saggi incaricati di sondare la base, saggi che porteranno il responso poi in giunta per la designazione nella prima metà di maggio e in assemblea infine il 10 giugno. Già vicepresidente nella squadra di Luca Cordero di Montezemolo prima e di Emma Marcegaglia poi, Rocca è stato ai vertici della Confindustria nazionale e in un primo momento è stato lanciato addirittura da Alberto Bombassei, collega bergamasco, a succedere alla Marcegaglia. Contesa a cui poi ha partecipato in un secondo momento lo stesso Mr Brembo, con tanto di endorsement di Rocca, sconfitto poi ai punti da Giorgio Squinzi.
 
Rocca fa parte delle famiglie nobili di Bergamo, assieme ai Pesenti, ai Bombassei, agli Zanetti e ai Moltrasio. Industriale della chimica, quest'ultimo, proiettato ai vertici invece di Ubi Banca, la terza banca italiana dove con molta probabilità succederà alla presidenza del consiglio di gestione all'uscente Emilio Zanetti. Successione tutta in casa bergamasca, oltretutto ben vista da Luca Cordero di Montezeolo, leader di Italia Futura e grande sostenitore della "salita in politica" di Mario Monti che aveva voluto Moltrasio prima nel suo team di vicepresidenti quand'era in Viale dell'Astronomia e piazzato poi anche nel consiglio di amministrazione di Rcs, altro snodo fondamentale della galassia del potere economico del Nord. Dopo la sconfitta di Bombassei nella volata con Squinzi, Bergamo torna dunque ad esprimere imprenditori nelle posizioni di vertice dell'economia che traina il Paese. Con letizia di LCdM e di Monti che finalmente potrano esclamare di "avere una banca".

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