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Economia
L'itanglese invade le aziende: ecco i termini più (ab)usati

Per il quarto anno l’agenzia di traduzioni Agostini Associati ha condotto l’ormai consueta indagine sull’Itanglese, ovvero sul fenomeno dell’uso e importazione di termini inglesi all’interno nella lingua italiana scritta da parte delle aziende Italiane.

La nuova rilevazione, condotta su una base di documenti tradotti dall’italiano verso altre lingue nell’anno 2013 versus una base equivalente del 2012, evidenzia una nuova crescita del 440% degli anglicismi. Nel dettaglio, sulla base della nostra ricerca quest’anno, i tre termini inglesi più utilizzati in azienda sono stati Tablet, Call e Store. Ecco la classifica dei primi 10 termini “inglesi” più usati.

 

"FACCIAMO UNA CALL?"
LE PAROLE INGLESI PIU' USATE NELLE AZIENDE

 

“L’importazione massiva di anglicismi cresce rapidamente alla velocità della diffusione delle tecnologie digitali; di questo passo tra 15 anni parleremo tutti il nuovo idioma ITANGLESE ovvero l’abbinamento di poco italiano e tanto inglese. Tra i termini preferiti nel 2013 si conferma per il quarto anno la crescita di parole legate alle nuove tecnologie informatiche, con alcune novità come Store (chiudono i negozi, ma aprono gli “store”), Revenue (non ci bastano i termini ricavi e fatturato?) e Slide (qui non c’entra la presentazione di lancio del governo Renzi)” afferma Ale Agostini, socio dell’agenzia di traduzioni  Agostini Associati. “Da quest’anno abbiamo affiancato alla classifica Itanglese anche un possibile termine equivalente in italiano. Questo nella speranza di tornare ad usare l’italiano anche per cose banali dove abbiamo importato inutilmente gli anglicismi. Un esempio fra tutti: “Call” invece di “Telefonata”. Perché come diceva lo spot di SIP interpretato da Massimo Lopez “Una telefonata ti allunga la vita…dell’italiano”.

La nuova indagine è stata presentata in anteprima sabato 10 maggio dal Prof. Massimo Arcangeli, partner scientifico della Agostini Associati, durante il Festival madrelingua di Roma, evento promosso dalla Società Dante Alighieri e dedicato ad incontri con studiosi, artisti ed esperti della lingua e della letteratura italiana per meglio riflettere su alcuni grandi temi del dibattito culturale contemporaneo. Secondo Arcangeli, che nei prossimi mesi misurerà il grado di comprensione di alcuni recenti termini ed espressioni inglesi in un campione di parlanti italiani, “certo risibile ed esasperato filoangloamericanismo va guardato con sospetto. Lanciare anatemi, bandire crociate, attestarsi su indifendibili posizioni di retroguardia contro l’invasore inglese è un conto, denunciare l’abbondante superamento del livello di guardia della sua presenza è ben diversa faccenda. E ormai si è davvero superato il limite: lo snobismo esterofilo, favorito dalla congiuntura politica, è divenuto in certi settori insopportabile”.

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