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Banca Generali, il Ceo Motta ad Affaritaliani: mercati sicuri. Ecco come investire

Banca Generali, il Ceo Motta ad Affaritaliani: mercati sicuri. Ecco come investire
motta ape
Banca Generali, il Ceo Motta ad Affaritaliani: mercati sicuri. Ecco come investire
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Banca Generali, il Ceo Motta ad Affaritaliani: mercati sicuri. Ecco come investire

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

Il rischio-bolla sui mercati finanziari dopo la sbornia della liquidità dovuta ai bassi tassi d’interesse e al quantitative easing delle banche centrali? L’amministratore delegato di Banca Generali Piermario Motta lo scansa e in un’intervista ad Affaritaliani.it spiega invece che “siamo in una fase di mercati sani che da tre-quattro mesi stanno dando soddisfazioni. Per il risparmiatore italiano, abituato a rendimenti del 4-5% dei bond, dei Btp e dei Cct, si sta aprendo un mercato nuovo e cioè quello dell’equity e delle aziende sane che possono dare utili”. Motta fa poi il punto sul settore dei minibond e sulle strategie di Banca Generali dice che la controllata del Leone “è pronta a crescere per linee esterne“.


L’INTERVISTA

Intervenendo al Salone del Risparmio, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha spiegato che “l’Italia ha bisogno di più propensione al rischio nel senso sano del termine, in modo che maggiori risorse confluiscano verso l’economia reale”. Come accompagnare questo trasferimeno del risparmio privato?
“A parte l’azione a livello europeo con il Green Paper, Banca Generali è stata chiamata come operatore direttamente dalle authority per ascoltare il proprio parere sul come procedere. Saremmo molto interessanti a farlo, c’è però un tema complesso di regolamentazione”.

Può spiegare?
“In sintesi, al livello bilancistico il settore della piccola e media impresa non ha un grado elevato di trasparenza come invece lo hanno le grandi imprese. E c’è spessissimo un legame imprenditoriale molto presente. Come può allora l’intermediario finanziario portare la richiesta di finanziamento di queste aziende verso il risparmio privato? Si sta cercando di creare una base dati in modo che ci sia un sistema esaustivo di informazioni da cui partire poi per iniziare ad avvicinare la clientela retail a questo segmento. Sul segmento dei minibond, c’è molta cautela sul mercato perché stiamo osservando che molto spesso questo strumento è soltanto un modo per sostituire il debito delle Pmi e non per svilupparne la crescita. E ciò vorrebbe dire spostare i problemi che hanno le banche tradizionali nel complesso verso i risparmiatori finali, ultima cosa che Banca Generali vuole fare”.

Alcuni analisti ed economisti avvertono gli investitori dal pericolo di uno scoppio di una nuova bolla finanziaria. Bolla conseguente al lungo periodo di bassi tassi d’interesse e dell’enorme massa di liquidità che le banche centrali stanno pompando nel sistema. Da ultima, la Bce. C’è effettivamente il rischio bolla?
“Abbiamo parlato di crisi fino a pochi giorni fa e convissuto con essa. Godiamoci, ora, una fase di mercati sani che da tre-quattro mesi stanno dando soddisfazioni. E se iniziamo a preoccuparci della bolla finanziaria, non riusciamo a goderci nemmeno un po’ di serenità”.

E qualche correzione degli indici borsistici? E’ dietro l’angolo visto che hanno corso molto da inizio anno?
“Le correzioni ci stanno bene, perché permettono di ripartire. Diciamo che con il trend mondiale, l’equity e le aziende sane che possono dare utili sono una valida alternativa. Per il nostro sistema Paese abituato a rendimenti del 4-5% dei bond, dei Btp e dei Cct, si sta aprendo un mercato nuovo. Soprattutto se pensiamo al risparmiatore che si trova davanti alla prospettiva di avere un guadagno pari a zero lasciando i propri soldi sul conto corrente o addirittura perderci qualcosa. Proprio come facciamo noi banche se parcheggiamo la nostra liquidità presso la Bce. Per il risparmiatore italiano lo scenario in cui investire è completamente cambiato. Credo che non si ritornerà più al mondo pre-tassi vicini allo zero. C’è molto spazio ancora sia sui mercati più conosciuti sia su quelli emergenti. Siamo positivi come visione”.

Banca Generali ha intenzione di crescere per linee esterne?
“L’ultima operazione che abbiamo fatto è quella sul private banking italiano del Credit Suisse. Guardiamo a tutto quello che possiamo guardare. Anche se al momento non ci sono dossier sul tavolo, la crescita per linee esterne rimane un punto centrale della nostra strategia”.

Può anticipare qualche dato sulla vostra raccolta di marzo?
“Il momento è oggettivamente molto buono, quindi sarà interessante come quella di gennaio e febbraio. Sarà un trimestre buono dunque per definizione, anche nei risultati”.