Riforma delle Bcc, Gacs (garanzia cartolarizzazione sofferenze), disposizioni fiscali relative alle procedure di crisi, disposizioni in materia di gestione collettiva del risparmio. Questi i quattro capi in cui è suddivisa la bozza del decreto Banche entrata ieri sera alle 21 in Consiglio dei ministri, e di cui Public Policy ha preso visione. La bozza di decreto, sui cui secondo quanto si apprende i tecnici sono ancora a lavoro, è composta da 19 articoli, compreso quello sull’entrata in vigore.
La Gacs, ovvero la Garanzia del Mef sulle passività delle banche emesse nell’ambito di operazioni di cartolarizzazione, durerà 18 mesi, prorogabili, con dm del Mef, per altri 18 mesi “previa approvazione da parte dell’Unione europea”. La garanzia, si legge nella bozza, viene concessa a fronte della cessione da parte di banche aventi sede legale in Italia di crediti pecuniari, compresi i crediti derivanti da contratti di leasing, classificati come sofferenze.
Sale da 200 a 500 il numero minimo dei soci delle banche di credito cooperativo e sale da 50mila a 100mila il valore massimo di azioni detenute da ciascun socio. È quanto prevede la bozza del dl Banche entrata ieri in Consiglio dei ministri. Il decreto prevede che l’adesione a un gruppo bancario cooperativa sia condizione per il rilascio dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività bancaria in forma di Bcc e per l’iscrizione all’albo delle società cooperative.
Nell’ambito del rilascio della Gacs, ovvero la garanzia del Mef sulle sofferenze bancarie cartolarizzate, il ministero dovrà “entro tre mesi dalla positiva decisione della Commissione europea” (già incassata) nominare, previa approvazione dell’Europa, “un soggetto qualificato indipendente per il monitoraggio della conformità del rilascio della garanzia a quanto previsto” dal decreto Banche e dall’Europa. Lo prevede la bozza del dl Banche entrata in Cdm ieri sera. Per questo soggetto che dovrà monitorare, la bozza di decreto stanzia 12 milioni di euro per ciascun anno dal 2016 al 2019 a valere su un fondo da 100 milioni di euro istituito per la Gacs al Mef.
Per il rilascio della Gacs, ovvero della garanzia del Mef sulle sofferenze bancarie cartolarizzate, “è istituito nello stato di previsione del Mef un apposito fondo con una dotazione di 100 milioni di euro per il 2016” che sarà “ulteriormente alimentato con i corrispettivi annui delle garanzie concesse che a tal fine sono versate nell’entrata del bilancio dello Stato per la successiva riassegnazione al Fondo”. Lo prevede la bozza del dl Banche entrata in Cdm ieri sera. Le risorse, viene previsto, vengono prese dagli stanziamenti per favorire la cessione dei crediti certificati delle P.a.
Lo statuto di ciascuna Bcc potrà prevedere “tra i requisiti per l’ammissione a socio, la sottoscrizione o l’acquisto di un numero minimo di azioni”. È quanto prevede la bozza del dl Banche. La bozza, come preannunciato, prevede che le Bcc debbano avere una serie di requisiti dimensionali e aggregarsi sotto una capigruppo. Viene previsto che “in caso di esclusione da un gruppo bancario cooperativo, la banca di credito cooperativo, dopo aver ricevuto l’autorizzazione da parte di Bankitalia, avendo riguardo alla sana e prudente gestione della banca, può deliberare la propria trasformazione in società per azioni” o, in caso contrario, “la società delibera la propria liquidazione”.

