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Ecobonus, il governo studia il ritorno al 65% per infissi e condizionatori

L’ipotesi riguarda infissi, pompe di calore, condizionatori, cappotti e altri interventi legati all’efficienza energetica

Ecobonus, il governo studia il ritorno al 65% per infissi e condizionatori
IMmagine generata con l’IA

Il 65% potrebbe tornare per alcuni lavori di efficientamento energetico. Il governo starebbe valutando un ecobonus rafforzato per infissi, condizionatori, pompe di calore, cappotti e altri interventi, utilizzando parte della flessibilità di bilancio da 14 miliardi di euro.

La misura sarebbe finanziata con la flessibilità di bilancio da 14 miliardi per la transizione energetica

Il governo studia un possibile ritorno dell’ecobonus al 65% per alcuni degli interventi più diffusi nelle abitazioni. L’ipotesi riguarda infissi, pompe di calore, condizionatori, sistemi ibridi, solare termico, schermature e cappotti e, secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, sarebbe collegata alle risorse disponibili per la transizione energetica. Il quotidiano scrive che “la misura è sul tavolo del Governo, nell’ambito della flessibilità di bilancio da 14 miliardi legata alla transizione energetica. Così, per tutti questi lavori potrebbe scattare un premio rispetto al livello attuale di sconti fiscali. Un premio che sarebbe un ritorno al passato, quando gli interventi di efficientamento incassavano un bonus più incisivo”.

Il ritorno al 65% rappresenterebbe quindi un aumento rispetto alle aliquote oggi applicate. L’attuale assetto, costruito con la Manovra per il 2025 e rimasto sostanzialmente invariato da gennaio dello stesso anno, prevede una detrazione del 50% per le prime case e del 36% per gli altri immobili. Su queste percentuali sono stati allineati i principali incentivi per la casa: bonus ristrutturazioni ordinario, ecobonus e sismabonus. Nel complesso le agevolazioni accompagnano ogni anno circa 25 miliardi di euro di lavori, ai quali si aggiunge circa un miliardo di euro di interventi collegati al bonus mobili.

L’eventuale aliquota al 65% introdurrebbe quindi una differenza a favore degli interventi di efficientamento energetico individuati dal governo. La misura, allo stato attuale, resta però allo studio e dovrà essere definita prima di poter stabilire requisiti, limiti di spesa, tempi e modalità di accesso alla detrazione.

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