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Super Mario compie 41 anni: da Jumpman ai record del simbolo Nintendo

40 curiosità sul simbolo Nintendo: dalle origini in Donkey Kong ai film, passando per Luigi, Bowser e Yoshi

Super Mario compie 41 anni: da Jumpman ai record del simbolo Nintendo
Foto Lapresse

ra Jumpman, lavorava come falegname e il suo celebre cappello nacque anche per aggirare i limiti grafici degli anni Ottanta. Super Mario Bros compie 41 anni dopo aver attraversato videogiochi, cinema, sport e oltre 839 milioni di copie vendute dal franchise.

Il nome Mario arrivò dopo Jumpman: baffi, cappello e salopette nacquero anche dai limiti tecnici

GeoPop ha raccolto 40 curiosità su Super Mario Bros in occasione dei 41 anni del videogioco Nintendo, uscito il 13 settembre 1985. La storia del personaggio, però, era cominciata quattro anni prima. Shigeru Miyamoto lo aveva creato nel 1981 per Donkey Kong, sviluppato utilizzando anche hardware rimasto inutilizzato dopo l’insuccesso dell’arcade Radar Scope.

Prima di diventare Mario, Miyamoto aveva pensato al nome Mr. Video, immaginando un personaggio capace di comparire in giochi diversi. Nei primi anni venne invece soprannominato Jumpman. Il nome Mario sarebbe poi stato adottato in omaggio a Mario Arnold Segale, l’italo-americano che aveva affittato un magazzino a Nintendo negli Stati Uniti.

Anche il mestiere è cambiato insieme al personaggio. In Donkey Kong Mario era un falegname, scelta coerente con il cantiere nel quale si svolgeva il gioco. In seguito è diventato l’idraulico più famoso dei videogiochi, ma Nintendo gli ha affidato nel tempo molte altre professioni: medico, pilota automobilistico, calciatore, cestista, pugile e arbitro.

Il suo aspetto nasce almeno in parte dalle possibilità tecniche dei primi videogiochi. Il cappello evitava di dover disegnare e animare capelli realistici, i baffi rendevano più riconoscibile il naso e la salopette permetteva di distinguere meglio le braccia dal resto del corpo.

Persino il ruolo dell’eroe non è sempre stato garantito. In Donkey Kong Jr. del 1982, Mario è l’antagonista, unica eccezione nella sua lunga carriera. Un anno dopo debuttò Luigi, introdotto in Mario Bros, ambientato nelle fogne di New York.

Alcuni dei personaggi più riconoscibili della saga hanno origini molto meno prevedibili dei loro mondi digitali. Bowser era stato inizialmente immaginato come un bue, prima che un disegno interpretato diversamente contribuisse a definirne l’aspetto da tartaruga. I Chain Chomp, le sfere nere con denti e catena, derivano invece da un ricordo d’infanzia di Miyamoto: un cane del vicino lo inseguì senza riuscire a raggiungerlo perché trattenuto dalla catena.

I Boo sarebbero nati osservando la moglie del co-designer Takashi Tezuka, descritta come timida ma capace di improvvisi scatti d’ira. Per i Whomp di Super Mario 64 il riferimento arriva invece dal folklore giapponese e dal nurikabe, uno spirito-muro che ostacola i viaggiatori.

L’universo si è allargato rapidamente. Daisy debuttò in Super Mario Land per Game Boy nel 1989, primo titolo della serie prodotto senza Miyamoto. Wario comparve in Super Mario Land 2 e il suo nome unisce Mario alla parola giapponese “warui”, cioè “malvagio”. Pauline, prima figura femminile legata alle avventure di Mario, è diventata in seguito sindaco di New Donk City. Bowser Jr., introdotto nel 2002, è invece l’unico figlio ufficialmente riconosciuto di Bowser.

Dai 40 milioni del primo gioco agli 839 milioni del franchise

Il primo Super Mario Bros vendette oltre 40 milioni di copie in meno di dieci anni, risultato favorito anche dalla distribuzione insieme al Nintendo Entertainment System. Con quel titolo arrivò anche il Regno dei Funghi, destinato a diventare una delle ambientazioni più riconoscibili dell’industria videoludica.

La musica contribuì alla stessa riconoscibilità. Koji Kondo compose il celebre Ground Theme, successivamente eseguito anche da orchestre sinfoniche. La melodia riuscì perfino a rimanere per oltre cento settimane nelle classifiche Billboard dedicate alle suonerie.

Negli anni Mario ha lasciato i platform per giocare a golf, tennis, calcio e altri sport, correre sui kart e comparire in titoli educativi. Secondo i dati riportati da GeoPop, è apparso in più di 200 videogiochi e il franchise Super Mario detiene il Guinness World Record come serie videoludica di maggior successo, con oltre 839 milioni di copie vendute.

Anche il cinema racconta due epoche molto diverse. Il film live action Super Mario Bros del 1993, con Bob Hoskins e Dennis Hopper, fu un insuccesso commerciale diventato successivamente un cult. Trent’anni dopo, The Super Mario Bros. Movie del 2023 è diventato il primo film tratto da un videogioco a superare un miliardo di dollari d’incassi.

Mario continua intanto a essere terreno di sfida anche per chi prova a completare i giochi nel minor tempo possibile. Nel 2025 il record mondiale riportato per il primo Super Mario Bros è stato fissato a 4 minuti, 54 secondi e 565 millesimi.

Quarantuno anni dopo l’uscita di Super Mario Bros, il personaggio nato sui cabinati di Donkey Kong continua così a passare da console, cinema e merchandising mantenendo gli stessi elementi fissati negli anni Ottanta: cappello, baffi, salopette e quel salto che, prima ancora del nome Mario, gli aveva regalato il soprannome di Jumpman.

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