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"Segnali qualitativi di miglioramento del quadro macroeconomico" nel nostro Paese: "I sondaggi tra le imprese indicano un arresto del calo dell'attivita' produttiva, ma la dispersione delle opinioni e' ampia e le prospettive restano incerte". E' quanto si legge nel Rapporto sulla stabilita' finanziaria reso noto oggi dalla Banca d'Italia. Via Nazionale segnala "un miglioramento dei conti con l'estero, anche grazie alla tenuta delle esportazioni", mentre nel settore immobiliare "il numero di compravendite si e' stabilizzato, ma la discesa dei prezzi delle abitazioni prosegue, pur attenuandosi. Sul mercato dei titoli di Stato le condizioni di liquidita' sono migliorate e i rendimenti sono scesi. I non residenti hanno continuato a effettuare acquisti netti". Secondo Bankitalia, "va proseguito il consolidamento dei conti pubblici, per contenere i premi per il rischio sui titoli di Stato e assicurare condizioni creditizie favorevoli alla ripresa".

Ancora pochi crediti dalle banche alle imprese, mentre i titoli di stato detenuti dalle banche italiane sono saliti da
321 a 396 milioni di euro. Le aziende, soprattutto le piu' grandi, ricorrono sempre di piu' al mercato obbligazionario per finanziarsi. Secondo Bankitalia, contribuisce alla contrazione "sia la debolezza della domanda sia l'intonazione restrittiva dell'offerta di finanziamenti da parte delle banche, a sua volta connessa soprattutto con la crescente rischiosita' delle imprese. Con il miglioramento della congiuntura - continua Via Nazionale - la flessione del credito si attenuerebbe nel corso del 2014". Il rapporto segnala inoltre che "e' aumentato il ricorso al mercato obbligazionario da parte delle grandi aziende". La contrazione del credito al settore privato riguarda soprattutto le imprese non finanziarie, sostiene la Banca d'Italia. "Tale andamento riflette la debolezza della domanda di prestiti, in presenza di residue incertezze circa l'evoluzione futura dell'attivita' economica e del mercato immobiliare. L'elevata rischiosita' dei debitori spiega la limitata discesa dei tassi attivi e frena l'offerta di credito". "Nell'ipotesi di una graduale ripresa economica, in linea con le previsioni formulate nel Bollettino economico dello scorso luglio - si legge nel Rapporto - la contrazione dei prestiti alle imprese si attenuerebbe nel corso del 2014, per effetto sia della lenta ripresa della domanda connessa con il recupero degli investimenti, sia dell'allentamento dei vincoli di offerta. I mutui alle famiglie per l'acquisto di abitazioni registrerebbero un andamento non dissimile, risentendo ancora delle incerte prospettive del mercato immobiliare, pur in presenza di un graduale miglioramento del reddito disponibile. Questo quadro - precisa la Banca d'Italia - e' caratterizzato da elevata incertezza, in relazione ai tempi e all'intensita' della ripresa economica".

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