LEGGI LE CONSIDERAZIONI FINALI INTEGRALI DEL GOVERNATORE DELLA BANCA D’ITALIA IGNAZIO VISCO
Il modello della piccola banca tradizionale non regge più ed “è urgente” che venga rivisto anche con aggregazioni da fare “subito per sostenere la redditività”. Il governatore della banca d’Italia nelle Considerazioni Finali è categorico con i “diversi intermediari per la maggior parte di piccole dimensioni e con un’operatività tradizionale, presentano debolezze strutturali; in taluni casi esse sono dovute a un governo societario non adeguato e alla debolezza dei controlli interni, in altri alla ridotta capacità di accedere ai mercati dei capitali, di innovare e di sfruttare economie di scala e di diversificazione“.
Le soluzioni indicate da Visco sono la “stipula di accordi commerciali con altri operatori, la creazione di consorzi e, non ultime, operazioni di aggregazione”. La situazione è invece molto più tranquilla per le grandi banche italiane vigilate direttamente dalla Bce (con l’eccezione di Mps che non viene però citata) e il governatore dopo anni può affermare che: “La distanza dalla media degli altri paesi per patrimonializzazione e qualità dei prestiti si è sostanzialmente annullata”.
Per tutte le banche tuttavia c’è un tema di redditività. Lo scorso anno, ricorda Visco “il rendimento del capitale e delle riserve è sceso di 3 punti percentuali, all’1,9%, risentendo soprattutto della crescita delle rettifiche. I bassi tassi di interesse, i costi elevati e la più intensa concorrenza alimentata dall’applicazione delle tecnologie digitali all’offerta di servizi finanziari comprimono la redditività”.
La mancata distribuzione dei dividendi chiesta da Bce e Banca d’Italia ha contribuito a rafforzare il patrimonio ora però riorganizzare i processi produttivi e distributivi per migliorare l’offerta e ridurre i costi era una priorita’ prima dello scoppio della pandemia, diviene ora una condizione necessaria”.
Recovery plan formidabile sfida, essenziale spendere bene le risorse. L’attuazione del Recovery plan con le riforme collegate e’ “una formidabile sfida. E’ essenziale che a essa partecipino con convinzione e fiducia imprese e famiglie: non e’ pensabile un futuro costruito sulla base di sussidi e incentivi pubblici”. Per Visco “ci vorra’ tempo per comprendere quali saranno, dopo la pandemia e nella transizione digitale e ambientale, i nuovi ‘equilibri’ di vita sociale e di sviluppo economico” ma certamente “verra’ meno lo stimolo, in parte artificiale, che oggi proviene da politiche macroeconomiche straordinarie ed eccezionali. Cesseranno quindi il blocco dei licenziamenti, le garanzie dello Stato sui prestiti, le moratorie sui debiti. E andra’, gradualmente ma con continuita’, ridotto il fardello del debito pubblico sull’economia. Bisogna essere preparati ai cambiamenti di cui abbiamo contezza e pronti per rispondere agli eventi e agli sviluppi inattesi, come dolorosamente ci insegna l’epidemia che ci ha tutti colpito”.
Per Visco l’attuazione del Pnrr “deve essere parte di uno sforzo collettivo, volto a superare le nostre debolezze strutturali, la specificita’ di una anemia della crescita economica che dura da oltre due decenni. Agli interventi previsti dal Piano e al connesso, articolato, programma di riforme occorre dare massima concretezza; vanno assicurate la sicurezza e la rapidita’ dell’esecuzione, l’efficacia e la trasparenza degli impegni finanziari”. Per Visco, “dopo la pandemia deve aprirsi una nuova epoca, un’epoca di cooperazione multilaterale intensa, di riduzione delle ingiustizie diffuse, di creazione di nuove opportunita’. Non dovra’ mancare la partecipazione, responsabile ed equilibrata, dell’Europa”.
“Ngeu e Pnrr non sono due sigle dal vago significato, i loro contenuti, programmatici e sostanziali, sono decisivi. Per questo – avverte Visco – e’ essenziale spendere bene le risorse straordinarie che il programma ci offre e tutte le altre che saranno disponibili per ridare all’economia una prospettiva stabile di sviluppo. In questo anche consiste la dimostrazione concreta dell’importanza dell’Europa per noi e dell’Italia per l’Europa. Riusciremo allora – e’ la chiusa del discorso di Visco – a cogliere il vero significato del pensiero di Jean Monnet, di un’Europa forgiata nelle crisi e ‘somma delle soluzioni date a queste crisi’, e dare finalmente un senso all’illuminismo di Gaetano Filangieri, di un’Europa ‘sede della tranquillita’ e della ragione”.
Nei prossimi mesi accelerazione della ripresa, la crescita del Pil può superare il 4%. “L’attività produttiva si sta ora rafforzando. Nel corso dei prossimi mesi, con il prosieguo della campagna vaccinale, vi potra’ essere un’accelerazione della ripresa”. Visco prevede che “nella media dell’anno l’espansione del Pil potrebbe superare il 4 per cento”. “Secondo le nostre indagini piu’ recenti – spiega Visco – le imprese gia’ pianificano un deciso aumento degli investimenti; le famiglie appaiono piu’ caute, ma con la normalizzazione della situazione sanitaria e la riduzione dell’incertezza l’elevato risparmio accumulato potrebbe gradualmente tradursi in maggiori consumi”.
Target Bce sia inflazione al 2% con valutazione simmetrica scostamenti. Rivedere la definizione quantitativa dell’obiettivo di inflazione della Bce perche’ l’attuale definizione “e’ difficile da interpretare e viene a volta fraintesa”. Visco lancia la proposta di via Nazionale: “Un obiettivo numerico pari al 2 per cento, con una valutazione simmetrica degli scostamenti verso l’alto e verso il basso, sarebbe piu’ chiaro e rafforzerebbe l’ancoraggio delle aspettative a medio e lungo termine”. Nella revisione della strategia di politica monetaria della Bce c’e’ anche l’interazione con le politiche di bilancio. Ferma restando l’indipendenza della Bce “in fase storiche di profonda crisi una stretta sintonia tra le azioni dei governi e delle autorita’ monetarie e’ cruciale. La risposta data alla pandemia lo prova in modo chiaro”.
Da pandemia occasione per bilancio europeo comune con bond comunitari. La crisi indotta dalla pandemia puo’ essere l’occasione per approdare ad una Europa piu’ unita e coesa che fondi la sua azione su una capacita’ di bilancio comune che prevede la “possibilita’ di una stabile emissione di debito, garantita da fonti di entrata autonome”. Visco aggiunge che le nuove emissioni resterebbero separate dal “debito pregresso dei singoli paesi, che resterebbe responsabilita’ nazionale. Tuttavia – indica Visco – la gestione comune di una parte delle passivita’ emesse in passato da ciascun paese, ad esempio attraverso un fondo di ammortamento, consentirebbe anche di conferire rapidamente al mercato europeo dei titoli pubblici lo spessore e la liquidita’ di cui esso oggi manca”.
“Proposte di questo genere – afferma Visco – sono state criticate per il timore che ne possano conseguire trasferimenti sistematici di risorse a favore dei paesi con debito piu’ alto, timori che possono essere fugati con la definizione esplicita di meccanismi volti a impedirli. Non si tratterebbe, in tutta evidenza, di cancellare le passivita’ nazionali ma di ridurre la frammentazione e la volatilita’ che oggi contraddistinguono nell’Unione europea il mercato dei debiti sovrani”. Scegliendo la strada delle emissioni comuni, aggiunge Visco, si “fornirebbe ai mercati uno strumento finanziario con elevato merito di credito, facilitando la diversificazione dei portafogli degli intermediari europei e l’integrazione dei mercati dei capitali, accrescendo l’efficacia della politica monetaria, consentendo all’euro di assumere pienamente il ruolo di valuta internazionale”.
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Politica monetaria resti accomodante a lungo, no rialzi tassi. “L’incertezza sui tempi e sull’intensita’ della ripresa richiede che le condizioni di finanziamento restino a lungo accomodanti: aumenti ampi e persistenti dei tassi di interesse non sono giustificati dalle attuali prospettive economiche e andranno contrastati, anche con il pieno utilizzo dei programmi di acquisto di titoli gia’ definiti”, dice il governatore. “Oltre che a contenere gli effetti della pandemia, l’orientamento espansivo della politica monetaria resta volto a garantire che la dinamica dei prezzi, dopo tanti anni di debolezza, si riporti, al piu’ presto e stabilmente, su valori prossimi al 2 per cento”, ha aggiunto Visco.
Il sostegno all’economia rimanga fino al ritorno su stabile sentiero crescita. “Gli interventi messi in campo da Governi della Ue alle prese con le conseguenze economiche della pandemia sono stati “senza precedenti” e il sostegno all’economia “andra’ mantenuto fino a quando diverra’ chiaro il ritorno su una stabile traiettoria di crescita”, spiega il numero uno della Banca d’Italia. “Sara’ altresi’ cruciale a tal fine – ha aggiunto Visco – il successo degli investimenti e delle riforme previsti dai piani associati, nei diversi paesi, all’eccezionale innovazione costituita dal programma Next Generation EU”.
Il ruolo dello Stato sia complementare con imprese che stanno sul mercato. La pandemia ha ridato centralita’ al ruolo dello Stato ma ora questo deve evolvere verso l’offerta di servizi per lo sviluppo dell’economia “e sempre piu’ la sua azione dovra’ essere complementare, non contrapposta, a quella delle imprese che operano sul mercato”. Visco invita a non confondere la necessita’ di uno Stato piu’ efficace nello svolgere le funzioni che gli sono affidate “con quella di estenderne i compiti” e bisogna ricordare i rischi come insegna l’esperienza storica di ‘fallimento dello Stato’ “soprattutto se l’impresa pubblica viene sottratta alla disciplina dei meccanismi concorrenziali o se non e’ accompagnata da regole e presidi istituzionali che nel garantiscano responsabilita’ e autonomia di gestione”.
Tre milioni di giovani Neet, priorità per economia e benessere del Paese. “Oltre 3 milioni di giovani tra i 15 e 34 anni non sono occupati, ne’ impegnati nel percorso di istruzione o in attivita’ formative; si tratta di quasi un quarto del totale, la quota piu’ elevata tra i paesi dell’Unione europea. Se ne deve tener conto nel ridefinire le priorita’ per lo sviluppo economico e sociale e nel dirigere l’impegno verso la costruzione di un’economia davvero basata sulla conoscenza, il principale strumento a disposizione di un paese avanzato per consolidare e accrescere i livelli di benessere”.
Completare Unione mercato capitali, imprese sfruttino piu’ emissioni bond. Le imprese in Italia devono cogliere l’occasione offerta oggi dall’ampia liquidita’ disponibile sul mercato dei capitali per la diversificazione delle fondi di finanziamento. Quest’ultima “trarrebbe beneficio dal completamento dell’Unione dei mercati dei capitali”, la Cmu. Le imprese emettono ancora poco debito: “dall’inizio del 2020 le emissioni nette di titoli di debito e di azioni quotate effettuate da societa’ italiane sono ammontate a 16 miliardi, contro 101 per quelle francesi e 87 per quelle tedesche” nota il Governatore. Sulla Cmu Visco ricorda che e’ “un obiettivo che al momento trova ostacolo sia nella legislazione frammentata tra gli Stati membri in ambiti chiave come il diritto fallimentare, quello societario, la fiscalita’, sia nella limitata disponibilita’ di informazioni comparabili sulle imprese”. In ogni caso: “lo sviluppo della finanza di mercato in Italia richiede comunque la rimozione di vincoli esterni e interni al sistema produttivo.
Con estensione moratorie rischio opacita’ bilanci banche. La proroga delle moratorie sui crediti in Italia “accrescera’ la differenza con gli altri paesi europei riguardo all’intensita’ di utilizzo di questo tipo di misure, che se da un lato possono produrre benefici per i debitori, dall’altro rendono meno trasparenti i bilanci bancari”. “E’ quindi necessario che le banche utilizzino tutte le informazioni a loro disposizione per classificare correttamente i finanziamenti oggetto di moratoria, facendo emergere in modo tempestivo e prudente le perdite, anche per evitare potenziali dubbi degli investitori sull’effettiva qualita’ dei loro portafogli di prestiti”. Le banche, ricorda Visco, possono utilizzare il patrimonio in eccesso di cui godono in questo periodo per adeguare classificazioni e rettifiche. I nuovi crediti deteriorati stanno aumentando “seppure lievemente” nell’ultimo trimestre del 2020. E’ “fondamentale” in questa fase saper identificare le imprese in difficolta’ ma con “concrete possibilita’ di tornare ad onorare regolarmente i propri debiti”.
La crescita dei crediti deteriorati secondo Visco potrebbe proseguire nei prossimi mesi “anche se meno che nei precedenti episodi di crisi”. Un segnale in questa direzione proviene dall’incremento, in media, di quasi un terzo della consistenza delle rettifiche di valore sui finanziamenti in bonis, che riflette il peggioramento del rischio di credito; questo incremento e’ tuttavia associato a notevoli differenze tra le banche nella classificazione e valutazione dei prestiti”. Visco invita le banche ad essere prudenti nella classificazioni dei deteriorati e le differenze “dove non giustificabili sulla base di una attenta analisi del merito di credito delle singole posizioni, andranno colmate nei prossimi mesi”.
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Per superare la crisi fondamentale facilitare il reimpiego lavoratori. Per superare la crisi “una delle principali questioni riguardera’ le condizioni per facilitare il reimpiego dei lavoratori occupati nelle attivita’ destinate a ridimensionarsi. In questo contesto sara’ necessario mantenere il sostegno a chi perde il lavoro. Andranno corrette le importanti debolezze nel disegno e nella copertura della rete di protezione sociale che permangono nonostante le riforme degli ultimi anni. Siamo inoltre ancora lontani dalla definizione di un moderno sistema di politiche attive, in grado di accompagnare le persone lungo tutta la vita lavorativa: in Italia un disoccupato su 10 riceve assistenza attraverso un centro per l’impiego, contro sette su 10 in Germania. Non e’ solo una questione di risorse stanziate, da noi comunque modeste; si tratta soprattutto di innalzare e rendere piu’ omogenei sul territorio gli standard delle prestazioni fornite dalle strutture. Occorrera’ rafforzare la formazione interna alle aziende ed elevare conoscenze e competenze, anche nell’uso delle nuove tecnologie. L’esigenza di innalzare cio’ che gli economisti sintetizzano con l’espressione, certamente riduttiva, di capitale umano e’ una questione da lungo tempo richiamata e che considero assolutamente centrale”.
Borsa, con ingresso in Euronext piu’ servizi a emittenti e risparmiatori. “L’inserimento, con un peso rilevante, delle societa’ italiane in un gruppo di matrice federata europea costituisce l’occasione per la nostra piazza finanziaria di rafforzare lo sviluppo dei servizi offerti a emittenti, intermediari e risparmiatori, contribuendo anche in tal modo da accrescere la dimensione europea del mercato dei capitali”.
