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Economia
Bayer non è più solo Aspirina. Ecco il segreto del successo

Di Andrea Deugeni

Una volta la fortuna della Bayer era l’Aspirina. Ora, i farmaci che hanno permesso quest’anno al colosso tedesco di Leverkusen di macinare 3,426 miliardi di euro di profitti, in crescita del 7,4% rispetto ai 3,189 del 2013, si chiamano Xarelto (anticoagulante), Eylea (farmaco anti-degenerazione maculare), Stivarga e Xofigo (farmaci oncologici) e Adempas (medicina per la cura dell’ipertensione polmonare). Prodotti appena lanciati sul mercato e che hanno trainato la straordinaria crescita del business del gruppo.

Lo ha sottolineato ai giornalisti presenti a Leverkusen, in occasione della presentazione del bilancio 2014, anche il Ceo Marijn Dekkers, manager olandese approdato in Bayer nel 2010 che lo scorso anno ne ha rivoluzionato la struttura e la mission. Da azienda, cioè, concentrata sulle aree della nutrizione, della sanità e dei materiali innovativi a compagnia che si focalizza maggiormente sull’innovazione nel business delle life sciences: HealCare (cura della salute) e CropScience (protezione delle colture agricole con insetticidi, erbicidi, diserbanti e fungicidi). Una scelta strategica decisamente azzeccata e piaciuta al mercato, perché il titolo della Bayer lo scorso anno ha messo a segno la migliore performance della Borsa di Francoforte: l’azione è cresciuta del 13%, battendo ampiamente il Dax, salito invece del 3%.

Anche grazie a un euro debole, un toccasana per le esportazioni tedesche, Dekkers ha parlato di “risultati record” per il fatturato, cresciuto del 7,2% dai 40,2 miliardi del 2013 ai 42,2 di quest’anno e per l’Ebitda (risultato operativo lordo), aumentato del 4,9% dagli 8,4 miliardi di euro del 2013 agli 8,8 di quest’anno. Numeri c he consentiranno al colosso teutonico di remunerare con soddisfazione i propri azionisti con una cedola più ricca.

Il consiglio di sorveglianza ha proposto infatti di portare il dividendo per il 2014 da 2,10 euro a 2,25 euro per azione (un incremento del 7,1%). “L’anno scorso è stato un anno di grande successo per Bayer e vogliamo che i nostri azionisti beneficino di questo adeguatamente”, ha spiegato il Ceo sul tema.

La forza della Bayer si chiama ricerca e sviluppo, una voce che lo scorso anno a livello consolidato ha raccolto investimenti per 3,2 miliardi di euro e che, nelle intenzioni del management, vedrà nel 2015 una crescita a due cifre (del 10%) a 4 miliardi. Una leva fondamentale grazie alla quale il fatturato di Bayer HealtCare ha toccato quasi quota 20 miliardi (+7,2%) mentre quello di Bayer CropScience ha sfiorato i 10 (+11,2%), ma con punte del 20% in America Latina e negli altri mercati emergenti.

Importante per il segmento delle vendite anche il contributo di Bayer MaterialScience, la divisione che si occupa dei materiali innovativi, divisione che ha realizzato 11,65 miliardi di ricavi (+3,7% rispetto al 2013), il cui capitale Dekkers ha intenzione di aprire quest’anno ad altri investitori (la decisione sarà presa nella seconda metà del 2015) nell’ottica della completa trasformazione di Bayer in una pura “life science company”. Insomma, se queste sono le basi la Bayer puo’ dormire sonni tranquilli. E le stime del management per il business 2015 lo confermano: fatturato consolidato ancora in crescita a circa 46 miliardi di euro (+3%) ed Ebitda che puo’ sfondare la soglia dei 9 miliardi (+2%). Il mercato ringrazia (+0,33% a 11,24 euro il titolo oggi).

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