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Doppia sforbiciata di Draghi. Costo del denaro allo 0,15%

Doppia sforbiciata di Draghi. Costo del denaro allo 0,15%

Mario Draghi passa dalle parole ai fatti per cercare di aiutare la ripresa economica che rimane ancora debole e allontanare lo spettro della deflazione (anche se non vede “una minaccia si sta materializzando” e cioè “famiglie che rimandano acquisti ne’ altri aspetti di questo fenomeno”). Anche se in larga parte scontato, il presidente della Bce ha tagliato il tasso “refi”,  il tasso di rifinanziamento pronti contro termine, il principale tasso di riferimento per il costo del denaro nell’Eurozona, portandolo dallo 0,25% allo 0,15%, un ritocco al ribasso più inferiore di quello atteso (0,10%) al termine di questo nuovo allentamento della politica monetaria.

Per contribuire a rilanciare il credito nell’economia reale, il consiglio direttivo dell’Eurotower ha anche deciso di portare in terreno negativo il tasso sui depositi interbancari: per la prima volta il tasso overnight sui depositi scende di dieci punti base e passa da quota zero a -0,10%. Giù di 35 punti base anche il tasso marginale che scende allo 0,40%.

Draghi si trova infatti alle prese con la sfida di far rimbalzare i prezzi nella zona della moneta unica, costantemente deboli con l’inflazione che a maggio è arrivata allo 0,5%, mentre l’obiettivo della politica monetaria è del 2%. Prima della Bce, la Banca d’Inghilterra ha reiterato le sue scelte, lasciando i tassi invariati allo 0,5% e il programma di acquisto di asset a 375 miliardi di sterline.

Per consentire la corretta trasmissione della politica monetaria in tutti i Paesi di Eurolandia e “per sostenere l’economia”, Draghi ha aperto il capitolo degli interventi straordinari. In primis, la Bce interromperà le operazioni settimanali con cui riassorbe la liquidità creata comprando titoli di Stato durante la crisi del debito, pari a circa 165 miliardi di euro.

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Da quattro anni, ogni settimana la Banca centrale drena infatti dal sistema, offrendo depositi fruttiferi alle banche, la liquidità immessa con i riacquisti di titoli di Stato nell’ambito del programma Smp, che ha dato ossigeno ai Paesi colpiti dalla crisi. Interrompendo questa prassi, la liquidità aggiuntiva resterà sui mercati.

Le misure annunciate da Draghi includono poi “nuove operazioni di rifinanziamento a lungo termine per il sistema bancario (nuove aste, simili a quelle già fatte tra fine 2011 e inizio 2012, ndr) e un lavoro preparatorio legato all’acquisto di Abs (i titoli cartolarizzati garantiti da prestiti e mutui che la Bce accetta dalle banche, ndr), oltre che un allungamento dei prestiti a tasso fisso”. Sul fronte delle aste, in particolare, si tratta di Ltro, prestiti a lungo termine che le banche potranno sfruttare, ma vincolando una parte dell’ammontare incassato al suo re-impiego nel credito per famiglie e imprese. “Abbiamo fatto questo e penso che sia un pacchetto significativo“, ha aggiunto il banchiere centrale secondo cui “se necessario, all’interno del nostro mandato, agiremo: non è finita qui”.

Entrando nel dettaglio della nuova asta di liquidità programmata per le banche, Draghi ha specificato che “tutti i Ltro avranno scadenza settembre 2018. Alle controparti sarà permesso di prestare inizialmente il 7% dell’ammontare totale dei loro impieghi verso il settore privato non finanziario dell’area euro, esclusi i mutui”. “Il totale combinato consentito inizialmente – dice Draghi – è di 400 miliardi di euro. Altri due Ltro saranno condotti a settembre e dicembre 2014″. “Inoltre – aggiunge – da marzo 2015 a marzo 2016 a tutte le banche sara’ consentito di prestare trimestralmente fino a tre volte l’ammontare dei loro prestiti netti al settore privato non finanziario dell’euro esclusi i mutui”.

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Sugli Abs Draghi ha spiegato che la Bce intende intensificare la preparazione per l’acquisto degli asset-backed securities, per finanziare le piccole e medie imprese. Secondo il numero uno dell’Eurotower la mossa necessita “desiderabili cambiamenti a livello di regolamentazione”, ai quali la Bce “lavorerà insieme ad altri istituti internazionali”. “Vogliamo eliminare i pregiudizi su questi strumenti – ha aggiunto – purchè gli Abs siano prodotti semplici, reali e trasparenti“.

Dopo aver spiegato che “i tassi di interesse chiave della Bce resteranno agli attuali livelli per per un esteso periodo di tempo”, Draghi si è mostrato ottimista sull’andamento dell’economia europea nel secondo trimestre, confermando “la graduale ripresa in atto”. Per Draghi “i più recenti risultati segnalano infatti una moderata crescita anche nel secondo trimestre. I rischi sulle prospettive di crescita continuano a essere al ribasso”. La Bce ha tagliato poi le sue stime sull’inflazione dell’Eurozona nel 2014, 2015 e 2016. Quest’anno i prezzi varieranno dall’1% allo 0,7%, l’anno prossimo dall’1,3% all’1,1% e nel 2016 dall’1,5% all’1,4%.