Draghi colomba delude i mercati. Qe2 fino al 2017 anche a bond locali - Affaritaliani.it

Economia

Draghi colomba delude i mercati. Qe2 fino al 2017 anche a bond locali

La reazione dei mercati è stata eloquente. Spiega tutto. Subito dopo le notizie sulle nuove misure di politica monetaria che arrivavano dall'Eurotower, le Borse europee hanno invertito la loro marcia passando in territorio negativo (Milano ha perso a fine seduta il 2,1%, Francoforte addirittura il 3%) e sul valutario l'euro (che dovrebbe indebolirsi sul dollaro anche alla luce delle parole di ieri sera del presidente della Federal Reserve Janet Yellen) si è addirittura rafforzato sul biglietto verde, schizzando a quasi 1,09 sul dollaro, da 1,061 della chiusura di ieri, un movimento così violento a favore della moneta unica non si vedeva dal 2009. sui massimi da circa un mese.

La Bce ha sfornato come atteso una nuova serie di misure, che potenziano e prolungano il programma di stimoli all'economia con cui punta a far tornare l'inflazione a livelli accettabili (Draghi ha anche rivendicato l'efficacia delle misure di stimolo prese nei mesi scorsi: in assenza di queste, infatti, l'inflazione attuale sarebbe di mezzo punto percentuale più bassa, ha detto). Tuttavia, la portata e la mole dei provvedimenti sembra aver deluso le attese che nelle ultimissime settimane erano lievitate sui mercati.

Oltre ad un taglio di 10 punti base al tasso sui depositi che custodisce per conto delle banche (dal 9 dicembre scenderà dallo 0,20 allo 0,30%, un taglio ritenuto da qualche operatore timido, visto che avrebbe potuto salire di altri 40 basis point), misura che dovrebbe incentivarle a impegnare questi fondi nei prestiti all'economia reale, l'Eurotower ha annunciato una proroga di almeno sei mesi al piano di acquisti di titoli in corso. Proseguirà fino al marzo 2017 (da settembre 2016 e, potenziato di altri 360 miliardi di euro, arriverà così a quota 1.500 miliardi), ha riferito il presidente Mario Draghi al termine del consiglio direttivo, "o oltre se necessario".

Inoltre, la Bce ha deciso di ampliare la gamma di titoli che acquista mensilmente, includendo anche le emissioni di enti locali. E di reinvestire i proventi di queste operazioni, quando giunte a scadenza. Tuttavia la mole mensile degli acquisti resterà a 60 miliardi di euro, laddove diversi analisti avevano ipotizzato una accelerazione (anche a 80 miliardi di euro).  Per quanto riguarda i bond governativi italiani, l'ammontare previsto fino al settembre del 2016 era di 150 miliardi di euro, di cui 130 miliardi acquistati da Bankitalia e la parte restante dalla Bce. Con l'estensione l'ammontare totale sfiorerà i 200 miliardi di euro.

Interpellato sulla reazione nettamente negativa dei mercati alle misure annunciate, o più che altro alla loro mole, "la nostra comunicazione non è stata sbagliata penso che ci voglia tempo perchè le nostre misure vengano pienamente apprezzate", ha commentato Draghi. Secondo uno strategist, invece, "il mercato aveva tantissime attese su questa conferenza stampa, con l'annuncio magari di altre misure non convenzionali e un aumento dell'ammontare della liquidità immessa sul mercato, ma tutto ciò non si è verificato. Era molto atteso il taglio dei tassi di deposito ma non è stato ritenuto sufficiente dagli operatori, che si aspettavano un taglio di 20 punti base a -0,4%. Inoltre, era prevista anche l'estensione fino a marzo del 2017".

L'esperto ha affermato poi che "questo ha avuto un effetto immediato sul cambio euro-dollaro che è passato da 1,053 a 1,0892, un balzo del 3% che difficilmente si vede su questo cross, con risvolti anche sul mercato azionario". Lo strategist evidenzia inoltre che "l'acquisto di altre tipologie di titoli è stato introdotto per avere semplicemente piu' possibilita' di scelta, ma non produrrà effetti sulle piazze finanziarie".

Per quanto riguarda la situazione macro, Draghi ha detto di "attendersi che la ripresa economica proceda" ma è "attenuta" dal calo delle economie emergenti in primis e bisogna fronteggiare pure il rischio schok esterni con il terrorismo. "Il Pil in termini reali dell'area dell'euro è aumentato dello 0,3% sul trimestre precedente, nel terzo trimestre del 2015, a seguito di un aumento del 0,4% nel trimestre precedente, molto probabilmente a causa di un contributo positivo continua dal consumo accanto sviluppi più tenui degli investimenti e delle esportazioni", ha detto.

"Gli indicatori delle indagini più recenti indicano una crescita del Pil reale in atto nell'ultimo trimestre dell'anno", spiega Draghi, osservando che "la domanda interna dovrebbe essere ulteriormente sostenuta dalle nostre misure di politica monetaria e il loro impatto favorevole sui redditi, oltre che i progressi compiuti per il consolidamento fiscale e le riforme strutturali". Inoltre, bassi prezzi del petrolio dovrebbero sostenere il reddito delle famiglie e delle imprese e, di conseguenza, i consumi privati ​​e gli investimenti". "Tuttavia - avverte - la ripresa economica nella zona euro continua ad essere smorzata dalle contenute prospettive di crescita nei mercati emergenti e dal moderato commercio mondiale, dai necessari aggiustamenti di bilancio in alcuni settori e dal ritmo lento di attuazione delle riforme strutturali". 

Gli economisti della Bce hanno aggiornato le loro previsioni di crescita su EurolandiaPil che dovrebbe aumentare dell'1,5% nel 2015 (era 1,4% a settembre), poi dell'1,7% nel 2016 (1,7%) e 1,9% nel 2017 (1,8%). Riviste al ribasso, invece, le stime sui prezzi: 0,1% quest'anno (0,1% anche la previsione di settembre), 1% nel 2016 (1,1%) e 1,6% nel 2017 (1,7%).