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Bce, sirene d’allarme da Francoforte: “Le misure contro il caro energia siano mirate, spread a rischio”

Aumentano anche le minacce cyber. Il rapporto della Bce sulla stabilità finanziaria

Bce, sirene d’allarme da Francoforte: “Le misure contro il caro energia siano mirate, spread a rischio”

La Bce avverte che le misure di bilancio contro lo choc energetico devono restare temporanee e mirate per non alimentare l’inflazione e non mettere sotto pressione le finanze pubbliche, in un contesto in cui i mercati rischiano di innescare una rivalutazione del rischio sovrano. Segnala inoltre una crescente presenza di hedge fund tra i sottoscrittori del debito pubblico, fattore che potrebbe amplificare movimenti improvvisi degli spread e aumentare la vulnerabilità dei mercati obbligazionari, anche per possibili effetti di contagio dai Treasury americani e per l’elevato livello di debito e deficit in alcuni Paesi dell’area euro.

Nel suo Rapporto sulla stabilità finanziaria, la Bce evidenzia anche come il contesto geopolitico stia aggravando i rischi: il conflitto in Medio Oriente continua a interrompere le forniture globali di energia e materie prime, indebolendo la crescita e alimentando le pressioni inflazionistiche, mentre aumentano i rischi legati alla sicurezza delle infrastrutture critiche, in particolare quelli informatici e cyber. In questo quadro, l’intelligenza artificiale – soprattutto i modelli più avanzati – viene indicata come un fattore che può amplificare la portata e la velocità degli attacchi, aumentando la minaccia per la stabilità finanziaria.

Secondo il vicepresidente Luis de Guindos, inoltre, il cosiddetto “caos dazi” è diventato una caratteristica strutturale dello scenario globale, contribuendo a maggiore incertezza e frammentazione economica. Sul fronte politico, la BCE segnala che la debolezza di alcune maggioranze e l’instabilità in diversi Paesi dell’area euro possono rappresentare un ulteriore fattore di rischio per la fiducia dei mercati e per la capacità di risposta fiscale.

Nonostante il quadro di rischi, de Guindos osserva che il mercato obbligazionario europeo appare al momento ordinato e relativamente stabile, con alcuni Paesi dell’Europa meridionale oggi in condizioni migliori rispetto al passato grazie anche a sistemi bancari più solidi.

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