Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Benzina sopra i 2 euro al litro, ma più della metà del prezzo è fatta di tasse. Ecco che cosa ci aspetta

Benzina sopra i 2 euro al litro, ma più della metà del prezzo è fatta di tasse. Ecco che cosa ci aspetta

Per la prima volta dalla metà di settembre del 2023, il prezzo medio della benzina in Italia ha superato la soglia dei due euro al litro

Benzina sopra i 2 euro al litro, ma più della metà del prezzo è fatta di tasse. Ecco che cosa ci aspetta

La benzina torna sopra i 2 euro al litro, non accadeva dal 2023

Per la prima volta dalla metà di settembre del 2023, il prezzo medio della benzina in Italia ha superato la soglia dei due euro al litro. Secondo la rilevazione odierna dell’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), un litro di verde in modalità self service sulla rete stradale nazionale costa in media 2,002 euro.

È il punto di arrivo di una salita lenta ma pressoché ininterrotta che dura da settimane, e che riporta gli automobilisti italiani in un territorio che sembrava appartenere al passato, quello della crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina.

Una salita costante, giorno dopo giorno

Il superamento della soglia non è arrivato con uno strappo improvviso, ma per accumulo. Basta ripercorrere le rilevazioni ufficiali del Mimit delle ultime tre settimane: il 2 agosto la benzina self costava in media 1,998 euro al litro, poi era leggermente scesa fino a 1,985 euro il 10 agosto. Da lì è ripartita la corsa: 1,987 euro il 13 agosto, 1,989 il giorno di Ferragosto (vigilia), 1,992 il 16 e 17 agosto, 1,994 il 18, 1,997 il 19, fino ai 2,002 euro di oggi. Millesimi di euro che, sommati, hanno eroso il margine sotto la soglia psicologica.

Il gasolio, dal canto suo, viaggia da tempo sopra i due euro: il 19 agosto la media self sulla rete stradale era di 2,107 euro al litro, nonostante il taglio delle accise di 17 centesimi al litro deciso dal governo e prorogato fino al 25 agosto — una misura che riguarda solo il diesel e non la benzina, e il cui effetto è stato di fatto annullato dai rincari delle ultime settimane.

In autostrada il conto è ancora più salato

Chi fa rifornimento in autostrada paga sensibilmente di più. Il 19 agosto la benzina self sulla rete autostradale costava in media 2,074 euro al litro e il diesel 2,178 euro. In modalità servito, i prezzi salgono ulteriormente: a inizio agosto la benzina servita sulla rete ordinaria superava già i 2,13 euro al litro, con punte oltre i 2,17 euro tra le compagnie. A livello territoriale, la provincia più cara risulta essere Bolzano, seguita da Trieste e Crotone, mentre i prezzi medi più bassi si registrano a Sondrio, Biella e Asti.

Perché i prezzi salgono

Dietro i rincari c’è soprattutto la progressiva ascesa del prezzo del petrolio, tornato sopra i 90 dollari al barile, che si trasmette ai listini alla pompa con qualche settimana di ritardo. A questo si aggiunge il peso strutturale della componente fiscale italiana: tra accise e Iva, oltre metà del prezzo alla pompa della benzina è costituito da imposte.

Il confronto con un anno fa rende l’idea della dimensione del fenomeno. A metà luglio 2026 la benzina costava in media 1,869 euro al litro e il gasolio 1,968: in poco più di un mese i rincari sono stati rispettivamente di oltre 13 e quasi 14 centesimi al litro.

Guardando più indietro, secondo i calcoli di Assoutenti diffusi a Ferragosto, il gasolio costa il 27,6% in più rispetto a un anno prima, con un aggravio di circa 22,55 euro a pieno. Per la benzina, un pieno da 50 litri che nell’agosto 2025 costava circa 85,50 euro oggi supera i 100 euro: un aumento nell’ordine del 17% in dodici mesi.

Il precedente del 2022 e la distanza dal record

Nonostante il superamento della soglia dei due euro, siamo ancora lontani dal massimo storico. Il record risale alla settimana del 14 marzo 2022, all’indomani dell’invasione russa dell’Ucraina, quando la benzina toccò in media 2,184 euro al litro e il gasolio 2,154 euro.

Allora il governo Draghi intervenne con un taglio delle accise da 30,5 centesimi al litro, più volte prorogato e poi sospeso a inizio 2023. Fu proprio nell’estate-autunno del 2023, con le accise tornate piene e le quotazioni internazionali in rialzo, che la benzina si riavvicinò per l’ultima volta ai due euro, prima del lungo periodo di prezzi più contenuti terminato in queste settimane.

Cosa aspettarsi

Molto dipenderà dall’evoluzione delle quotazioni del greggio e dalle scelte del governo sul fronte fiscale: il taglio delle accise sul gasolio scade il 25 agosto e la sua eventuale mancata proroga spingerebbe il diesel ulteriormente verso l’alto, proprio mentre milioni di italiani rientrano dalle vacanze. Per la benzina, invece, nessuno sconto è al momento in vigore: la soglia dei due euro, superata oggi, rischia di non essere un episodio isolato.