Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » BioDue, integratori made in Italy alla conquista degli Usa

BioDue, integratori made in Italy alla conquista degli Usa

Aim Italia, BioDue boom dopo l’accordo col Gruppo Suco per crescere in America: +25% in due sedute

BioDue concede il bis sull’Aim Italia. Il titolo della società fondata nel 1986 da Sion Fulvio Benedetti e che produce e commercializza cosmetici, integratori alimentari e dispositivi medici ha guadagnato giovedì il 21,4% con oltre 123 mila titoli scambiati ed salito anche venerdì.

A riportare interesse sul titolo, la cui capitalizzazione in due sole sedute è aumentata di un 25% arrivando a sfiorare i 58 milioni di euro, è l’annuncio della sottoscrizione di un accordo per la costituzione di Pharcomed Corporation, una joint venture paritetica tra BioDue e il Gruppo Suco International, attivo da oltre 25 anni nella distribuzione farmaceutica in cinque paesi dell’America Latina attraverso una forza vendita di 150 informatori medico scientifici. Parcomed avrà un capitale iniziale di 400 mila dollari e si occuperà della distribuzione in esclusiva per l’America, su licenza d’uso di BioDue, delle linee di prodotti a marchio Pharcos.

BioDue ha inoltre concesso a Pharcomed un’opzione di acquisto della proprietà dei marchi Tricovit, Sebosedil e Sunlat, sempre da distribuire negli Usa. Da parte sua il Gruppo Suco cederà la proprietà dei marchi Peptix, Renueve C e Vanece a BioDue, che produrrà per Pharcomed i marchi assegnati da Suco. Attraverso la joint-venture il gruppo italiano punta ad espandere la propria presenza commerciale nel Nord America e in America Latina, sia in maniera diretta sia attraverso l’acquisizione di partecipazioni in ulteriori società attive nella distribuzione locale nei diversi paesi.

Oltre che al mercato, la notizia è piaciuta agli analisti di Integrae Sim (che opera come specialist sul titolo), che hanno subito ribadito il proprio giudizio positivo sul titolo sul quale mantengono il proprio rating “buy” (acquistare) e un target price a 12 mesi di 7,65 euro, che implica un potenziale rialzista superiore al 40% rispetto alle quotazioni correnti. BioDue ha registrato nei primi nove mesi del 2016 vendite per 25,4 milioni, sostanzialmente in linea con l’analogo periodo del 2015 (esercizio che si è chiuso con vendite per 33,6 milioni di euro e un utile netto di 2,367 milioni).

(Segue…)

*BRPAGE*

Sempre a fine settembre scorso la linea di prodotti a marchio Pharcos registrava vendite per oltre 5,5 milioni di euro (il 21,8% del totale), in calo del 10,3% rispetto ai primi nove mesi del 2015 per un temporaneo differimento degli ordini da parte di un canale di grossisti. L’accordo appena siglato potrebbe pertanto consentire un recupero di fatturato importante nel momento in cui la società è impegnata a estendere le sue altre linee di prodotto (a marchio Selerbe, in crescita del 25% annuo nei primi 9 mesi del 2016, e a marchio BiOfta, +13,5% nello stesso periodo) anche tramite investimenti di tipo industriale.

Lo scorso settembre l’azienda aveva infatti acquisito per 607 mila euro un fabbricato industriale di circa 2.660 mq, con un piazzale di circa 2.700 mq e locali con superficie complessiva di 730 mq, che nel corso dei primi sei mesi di quest’anno verrà integrato col preesistente sito industriale della società, contribuendo ulteriormente all’efficientamento della logistica. Nell’itero 2016 BioDue ha incrementato del 70% circa la superficie dei propri siti industriali e logistici sostenendo una spesa complessiva di 2,3 milioni, cui si sono aggiunti 1,7 milioni per investimenti in macchinari ed impianti. La famiglia Benedetti, cui fanno capo oltre i due terzi del capitale di BioDue, mostra insomma di credere ancora nell’Italia e nella possibilità di riuscire a conquistare nuovi spazi per i prodotti e servizi “made in Italy” sui mercati esteri e il mercato sembra darle ragione.

Luca Spoldi