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Black Friday, il boom delle vendite arriva il lunedì con il Cyber Monday: ecco i dati che sorprendono. Il report

Secondo l’analisi di Novazon, il Cyber Monday supera il venerdì nero per 7 brand su 10

Black Friday, il boom delle vendite arriva il lunedì con il Cyber Monday: ecco i dati che sorprendono. Il report
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Black Friday, il Cyber Monday supera il venerdì nero

Il Black Friday sembra non essere più il protagonista delle maggiori vendite per i brand che operano su Amazon: il boom avviene infatti durante il Cyber Monday, che nel 2025 ha superato il venerdì nero registrando un vero e proprio boom. Secondo un’analisi condotta da Novazon, agenzia specializzata nella gestione del canale Amazon e nella protezione dei marchi, il Cyber Monday batte il venerdì nero per sette brand su dieci. L’analisi si concentra su pubblicità, conversioni e rimborsi di brand italiani ed europei durante il periodo promozionale compreso tra il 20 novembre e il 1° dicembre 2025.

Black Friday, il calendario delle promozioni cambia le abitudini d’acquisto

Il report di Novazon prende in esame l’evento promozionale del 2025 sui marketplace Amazon europei, con Amazon.it come mercato principale, confrontandolo con il resto dell’anno, l’edizione 2024 e gli eventi Prime. I risultati mostrano come il comportamento dei consumatori sia influenzato dall’intero calendario delle offerte: per il brand tipico del campione, il 65% delle vendite dell’evento è arrivato negli otto giorni precedenti al venerdì. Gli acquisti iniziano a crescere già nei giorni precedenti al Black Friday, rallentano durante il weekend e riprendono slancio il lunedì successivo. Il Cyber Monday, in particolare, non si distingue soltanto per il volume degli acquisti: il suo tasso di conversione, ovvero la percentuale di visite che si traduce in un ordine, risulta superiore del 26% rispetto alla media annuale. Il venerdì nero è quindi solo una tappa di un calendario più lungo. Per le aziende, questo andamento comporta la necessità di ripensare la distribuzione di risorse e offerte, a partire dalle settimane precedenti e senza rischiare di arrivare al Cyber Monday con offerte già chiuse, scorte ridotte o budget esauriti.

Black Friday, l’attesa delle offerte rallenta acquisti e pubblicità

Nelle quattro settimane antecedenti al Black Friday, il tasso di conversione è diminuito del 9% rispetto alla media annuale, con un calo registrato nel 77% dei brand analizzati. Anche l’efficacia degli investimenti pubblicitari ha risentito dell’attesa: il ritorno sulla spesa è sceso dell’11% rispetto alle otto settimane precedenti. L’analisi rivela che una parte dei consumatori preferisca rimandare gli acquisti in previsione degli sconti: una dinamica che impone attenzione anche nella pianificazione delle promozioni anticipate. Come spiega Davide Manocchia, Co-Founder e Head of Operations di Novazon: “Questi andamenti ricordano quanto sia importante valutare le promozioni anticipate, anche in relazione alle conseguenze che avranno sulle offerte successive. Le regole europee sugli annunci di sconto misurano infatti la riduzione sul prezzo più basso dei 30 giorni precedenti, e Amazon mostra quel prezzo accanto all’offerta. Chi abbassa i prezzi a inizio novembre arriva quindi al Black Friday con uno sconto che appare più piccolo, rendendo meno evidente la convenienza della nuova offerta”.

Black Friday, la pubblicità rende di più con il venerdì nero

Sul fronte della pubblicità, i dati evidenziano un rapporto particolarmente favorevole tra investimenti e risultati. Durante l’evento, il costo per click è aumentato soltanto dell’1% rispetto alle quattro settimane precedenti, mentre il tasso di conversione degli annunci è cresciuto del 15%. Inoltre, il confronto con gli altri principali appuntamenti commerciali di Amazon aggiunge un altro elemento: nei brand con dati pubblicitari confrontabili tra gli eventi, la spesa giornaliera è salita del 64% al Prime Day di luglio, del 32% alla Festa delle Offerte Prime di ottobre e solo del 13% al Black Friday. Eppure, durante il venerdì nero ogni euro investito in pubblicità ha generato 5,2 euro di vendite, contro 3,7 al Prime Day e il rendimento è stato più alto nell’80% dei brand. Questi risultati suggeriscono di valutare budget pubblicitari più alti per il Black Friday, verificando quali prodotti permettono di aumentare le vendite, mantenendo un margine anche dopo i costi della pubblicità. Una parte delle risorse dovrebbe restare disponibile per il Cyber Monday, quando la domanda torna ad accelerare. 

Black Friday, più volumi e prezzi medi stabili. Ecco quanto resta delle vendite

Nella settimana conclusiva del Black Friday, le unità vendute sono aumentate del 30% rispetto alle settimane precedenti, mentre il prezzo medio per unità è rimasto vicino ai livelli abituali (+2%). Dati che suggeriscono di costruire le promozioni attorno a prodotti selezionati, valutando il contributo di ciascuna offerta al risultato economico complessivo. Nel complesso, i dodici giorni di promozioni hanno rappresentato il 5,1% delle vendite annuali realizzate su Amazon, una quota superiore al 3,3% attribuibile a un periodo medio della stessa durata. A crescere è stata però anche la quota di ordini rimborsati, passata dal 3,7% delle quattro settimane precedenti al 4,8% durante l’evento.

Black Friday, la tutela dei margini passa dal controllo del canale

Resta infine il tema del controllo del canale, su cui Novazon lavora con i brand che segue: la performance del Black Friday non può essere misurata esclusivamente attraverso il volume degli ordini. Per i brand, la sfida consiste nel conciliare l’aumento delle vendite con la salvaguardia dei margini e con un controllo costante della propria presenza sul marketplace. Mannocchia dichiara: “Per valutare il Black Friday, alle vendite va affiancato il margine che rimane dopo sconti, pubblicità e rimborsi. Nei brand analizzati, l’evento vale circa il 5% delle vendite annue su Amazon: le scelte di quei giorni devono essere coerenti con la strategia commerciale dell’azienda. Questo richiede anche di sapere chi vende i propri prodotti, a quali prezzi e come presenta il marchio. È un monitoraggio da mantenere tutto l’anno, con responsabilità chiare su chi segue il canale e interviene quando emerge un problema”.

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