In un contesto in cui le tensioni geopolitiche continuano ad alimentare volatilità sui mercati energetici e pressioni sui prezzi, resta ampio lo spazio per ridurre il costo delle bollette di luce e gas. Solo nel primo semestre del 2026, infatti, il risparmio potenziale calcolato da Switcho per i propri utenti ha superato gli 87 milioni di euro (250 milioni considerando anche tutto il 2025). E non si tratta di un fenomeno circoscritto: 9 bollette su 10 tra quelle analizzate presentano condizioni migliorabili.
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Ma dove si concentra questo potenziale e come si traduce nelle scelte dei consumatori? L’analisi di Switcho mostra che consumi, convenienza dell’offerta e decisione di cambiare tariffa non sempre vanno di pari passo, con dinamiche diverse anche tra le fasce d’età.
Bollette, dai consumi al potenziale risparmio: le differenze tra generazioni
Una prima indicazione arriva dai livelli di consumo, che seguono dinamiche diverse per luce e gas. In ambito elettricità, i 41-50enni registrano i valori più alti e consumano in media il 33% in più degli under 30. Parlando di gas, invece, il fabbisogno cresce con l’età: gli over 70 consumano il 34% in più rispetto agli under 30.
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Il volume dei consumi incide anche sull’entità del risparmio ottenibile, che in media si attesta a 157 euro l’anno per l’elettricità e 163 euro per il gas. Sulla luce le differenze tra generazioni restano relativamente contenute, dai 149 euro degli under 30 ai 165 euro dei 51-60enni. Sul gas emerge invece il dato degli over 70, per i quali il risparmio potenziale raggiunge 198 euro l’anno, circa 30 euro in più rispetto agli under 30 e quasi 40 euro in più rispetto alle fasce 31-50 anni, anche per effetto dei maggiori consumi.
Bollette, la propensione allo switch rivela approcci diversi tra le fasce d’età
È però sul comportamento di fronte alla stessa opportunità economica che emerge la differenza più netta. La propensione a cambiare offerta cresce, prevedibilmente, insieme al risparmio ottenibile; Switcho ha quindi confrontato le generazioni all’interno delle stesse fasce di beneficio potenziale: in tutti i casi, gli under 30 registrano la minore propensione al cambio. Considerando la fascia di risparmio più bassa, ad esempio, gli over 70 sono più propensi allo switch rispetto agli under 30: +62% per la luce e +25% per il gas.
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“L’analisi evidenzia un aspetto interessante: la presenza di un vantaggio economico non è di per sé sufficiente a determinare una scelta», commenta Paolo Benazzi, Managing Director Utilities di Switcho. «Lo vediamo nel confronto tra generazioni, dove anche di fronte a opportunità di risparmio comparabili emergono comportamenti diversi. È un elemento da non sottovalutare, perché significa che una parte del risparmio possibile sulle bollette rischia di rimanere inespressa. E questo assume ancora più rilevanza in una fase in cui i mercati energetici sono tornati volatili e ci avviciniamo ai mesi di maggiore consumo: verificare le condizioni della propria fornitura e intervenire quando esistono alternative più vantaggiose può avere un impatto concreto sulla spesa delle famiglie”.
Lo scenario dei prossimi mesi rafforza ulteriormente questa esigenza. Nelle proiezioni di settembre, la BCE ha infatti rivisto al rialzo rispetto a giugno le ipotesi per il terzo trimestre 2026: +20% per i prezzi del gas e +50% per quelli dell’elettricità all’ingrosso


