Nuovo piano Ue per l’Artico, von der Leyen: “Regione decisiva per il nostro futuro tra sicurezza e clima”
Difesa, lotta alla crisi climatica, crescita dei territori e aiuto alla popolazione locale. Si articolano su questi quattro pilastri le nuove linee guida per l’Artico presentate oggi dall’Esecutivo europeo. Per fronteggiare le rivalità geopolitiche e il crescente attivismo delle forze armate nell’area, l’Unione mette sul piatto diverse soluzioni: tra queste spiccano una centrale per controllare i movimenti in mare (il Maritime Security Hub), l’impiego di navi rompighiaccio e una rete sottomarina fino in Groenlandia.
La nuova centrale per la sicurezza navale aiuterà i Paesi europei e le nazioni alleate a scambiarsi notizie utili e a tenere sotto controllo ciò che accade nelle acque. Il primo passo concreto consisterà nel supportare una struttura dedicata alla fibra artica, capace di sorvegliare, mettere al sicuro e sistemare eventuali guasti ai collegamenti sommersi nel Nord Atlantico e nei mari polari.
In un secondo momento, la struttura potrà espandere il proprio raggio d’azione per tracciare le navi fantasma, smascherare i pescherecci illegali e coordinare i soccorsi in mare. Il piano comprende inoltre strumenti tecnologici per avvistare pericoli improvvisi, un allenamento migliore per affrontare il gelo estremo, la blindatura dei canali di rifornimento e la salvaguardia dei cavi sottomarini.
Per quanto riguarda le infrastrutture e l’industria, il piano prevede nuovi collegamenti ferroviari, cavi sottomarini e satelliti per le comunicazioni pubbliche. Bruxelles intende inoltre spingere su energie rinnovabili, materie prime strategiche e banda ultra-larga, lasciando gli idrocarburi nel sottosuolo.
Infine, l’attenzione si concentra sulla popolazione locale: l’Ue sosterrà giovani, minoranze autoctone e istituzioni locali — che contano oltre mezzo milione di cittadini europei — potenziando la ricerca, gli scambi culturali e i fondi per lo sviluppo regionale.
Le parole di Ursula von der Leyen
“Man mano che l’Artico diventa più accessibile, assume un ruolo sempre più centrale per la sicurezza economica dell’Europa. Si pensi, ad esempio, alle materie prime critiche, essenziali per la nostra transizione verde e digitale, alle nuove rotte marittime che stanno trasformando il commercio globale, o alle infrastrutture di connettività che determineranno il futuro della regione”. Lo dichiara la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, anticipando la nuova strategia Ue per l’Artico a Strasburgo.
“L’Artico – aggiunge – si sta riscaldando quasi quattro volte più rapidamente rispetto alla media globale. Essendo un regolatore climatico a livello mondiale, l’Artico influenza i modelli meteorologici, la biodiversità e l’innalzamento del livello del mare in tutto il pianeta. Per l’Europa, le conseguenze sono dirette: il riscaldamento dell’Artico sta causando fenomeni meteorologici sempre più estremi e persistenti nel nostro continente, alterando i nostri ecosistemi, l’agricoltura e le risorse idriche“.
“Per questo motivo, la nostra strategia pone un forte accento sulla tutela dell’ambiente Artico e sulla promozione di una transizione verso un’economia pulita. Infine, ma non meno importante, la nostra strategia punta sulla collaborazione con alleati chiave nell’Artico, come il Canada e molti altri partner che condividono la nostra visione”. Infine, “c’è poi un altro aspetto per noi fondamentale: l’Artico appartiene a chi vi abita – alle famiglie, alle comunità, ai popoli indigeni e ai giovani che desiderano costruire lì il proprio futuro”, sottolinea von der Leyen.
“Quando osserviamo la Russia ricostruire la propria presenza militare nell’Artico, attuare strategie ibride contro i Paesi vicini e rimodellare la sicurezza della regione, ciò ha ripercussioni sull’intera Unione europea. Quando constatiamo che la sovranità, l’integrità territoriale e le regole che hanno garantito la stabilità nella regione non possono più essere date per scontate, dobbiamo agire e modificare il nostro approccio strategico, difendendo tali valori insieme a partner che condividono la nostra stessa visione”, spiega la presidente della Commissione europea.
“Tuttavia, la sicurezza non è l’unico fattore determinante. L’Artico è un luogo in cui le placche tettoniche della geopolitica si scontrano; non si tratta di una frontiera che appartiene ad altri, bensì di una parte dell’Unione europea. Tre dei nostri Stati membri sono Paesi artici e oltre mezzo milione di cittadini dell’UE vive in quest’area. Per l’Europa, dunque, si tratta anche del nostro vicinato settentrionale: una regione vicina, interconnessa e di importanza cruciale per il nostro futuro”, conclude von der Leyen.
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