Un bonus benzina fino a 200 euro potrebbe sostituire almeno in parte gli sconti generalizzati sulle accise. L’ipotesi allo studio del governo riguarda soprattutto i lavoratori dipendenti e potrebbe passare attraverso le aziende e il welfare aziendale.
Restano da definire la platea dei beneficiari, l’importo effettivo e le modalità di erogazione. Il governo sta valutando diverse soluzioni per concentrare gli aiuti su chi sostiene maggiormente l’aumento dei prezzi dei carburanti.
Bonus benzina 200 euro: come potrebbe funzionare
La prima ipotesi riprende il sistema utilizzato nel 2022, quando le imprese private potevano riconoscere ai propri dipendenti buoni carburante fino a 200 euro senza farli concorrere alla formazione del reddito imponibile.
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Lo stesso meccanismo era comparso anche durante l’iter parlamentare del 2026. Un emendamento discusso al Senato prevedeva buoni benzina o titoli analoghi, concessi dai datori di lavoro privati ai dipendenti fino a un massimo di 200 euro per lavoratore, esclusi dal reddito imponibile.
La soluzione valutata dal governo potrebbe ripartire da questa impostazione. Il dipendente riceverebbe il beneficio tramite l’impresa, presumibilmente sotto forma di buono o fringe benefit, mentre il valore riconosciuto sarebbe fiscalmente agevolato.
Resta da stabilire se tutte le aziende potranno decidere liberamente di erogarlo oppure se verrà previsto un intervento pubblico diretto.
Bonsu benzina 200 euro: a chi potrebbe spettare
I lavoratori dipendenti del settore privato sono al momento la categoria più frequentemente indicata per il bonus fino a 200 euro.
Il governo sta però valutando un sistema più articolato perché un aiuto limitato ai dipendenti lascerebbe fuori milioni di lavoratori autonomi e professionisti.
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Per partite Iva e autonomi si ragiona quindi su una forma di agevolazione fiscale collegata alle spese sostenute per benzina e gasolio. Non sono ancora noti aliquote, limiti di reddito o modalità di calcolo.
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Un altro canale potrebbe riguardare le famiglie economicamente più fragili. Tra le proposte circolate figura la creazione di un fondo da circa un miliardo di euro destinato ai nuclei con Isee fino a 20.000 euro, con un contributo carburante fino a 100 euro. Questa ipotesi è distinta dal possibile bonus da 200 euro per i lavoratori.
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Si valuta anche l’utilizzo della Carta Dedicata a Te per raggiungere alcune famiglie e pensionati con redditi bassi. La soluzione richiederebbe però una modifica delle regole attuali della carta, oggi legata soprattutto all’acquisto di beni alimentari.
Bonus benzina 200 euro: perché il governo vuole cambiare gli aiuti sui carburanti
La discussione nasce dalla volontà di ridurre progressivamente gli interventi generalizzati sulle accise in scadenza domani 5 settembre. Il taglio applicato durante l’estate ha abbassato temporaneamente il costo del gasolio, ma comporta una spesa pubblica elevata perché viene riconosciuto indipendentemente dal reddito dell’automobilista.
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Il governo punta quindi a concentrare le risorse su lavoratori, famiglie e attività maggiormente esposte all’aumento del carburante.
Tra le categorie che hanno chiesto interventi specifici ci sono anche agenti di commercio, autotrasportatori e lavoratori che devono percorrere molti chilometri per raggiungere il posto di lavoro.
Anche il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani ha proposto un contributo da 200 euro mensili per insegnanti fuori sede e pendolari. Si tratta però di una richiesta dell’associazione, distinta dalle ipotesi allo studio dell’esecutivo.
Bonus benzina 200 euro: cosa manca per l’approvazione
I prossimi passaggi dovranno definire soprattutto quattro aspetti: risorse disponibili, beneficiari, eventuali soglie di reddito e modalità di erogazione.
Anche l’importo potrebbe cambiare. I 200 euro rappresentano il tetto dell’ipotesi costruita sul modello dei buoni carburante già utilizzati in passato, mentre per le famiglie con Isee basso è stata indicata anche una cifra inferiore, fino a 100 euro.
Per chi cerca oggi il bonus benzina, quindi, non è ancora prevista una procedura di domanda. Le regole operative arriveranno solo dopo la definizione della misura.


