Lo sconto di 17 centesimi al litro sul gasolio è stato prorogato fino al 5 settembre 2026. Dopo quella data il governo potrebbe sostituire il taglio generalizzato con aiuti rivolti ai redditi più bassi e all’autotrasporto.
Accise gasolio, quanto dura lo sconto
Il governo ha deciso di prolungare ancora il taglio delle imposte sul gasolio dopo la precedente scadenza prevista per il 25 agosto.
Il nuovo intervento è contenuto nel decreto legge numero 153 del 26 agosto 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. La riduzione rimarrà quindi in vigore fino al 5 settembre.
Il beneficio alla pompa è di circa 17 centesimi al litro, considerando la riduzione dell’accisa e il relativo effetto sull’Iva. La misura costa alle casse pubbliche circa 130 milioni di euro, secondo le stime riportate dopo il Consiglio dei ministri.
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Per un pieno da 50 litri il risparmio teorico rispetto a un prezzo privo dello sconto è dunque nell’ordine di 8,50 euro.
La proroga copre una parte del controesodo estivo e arriva mentre le quotazioni energetiche continuano a risentire delle tensioni internazionali.
Accise gasolio, cosa potrebbe accadere dal 6 settembre
Il 5 settembre rappresenta, salvo nuovi interventi, l’ultimo giorno di applicazione della riduzione. Il governo non sembra però orientato a trasformare lo sconto generalizzato in una misura permanente. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato la strada degli aiuti selettivi in base al reddito, secondo quanto riferito da Repubblica.
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Tra le soluzioni analizzate compaiono voucher carburante per i lavoratori con redditi più bassi e interventi specifici per trasportatori e logistica.
La differenza per gli automobilisti sarebbe rilevante. Con il taglio delle accise il prezzo viene ridotto direttamente alla pompa per chiunque acquisti gasolio. Con un bonus selettivo, invece, solo determinate categorie riceverebbero una compensazione.
Accise gasolio, perché lo sconto non viene prorogato per periodi più lunghi
La ragione principale è il costo per lo Stato. Il precedente prolungamento fino al 25 agosto richiedeva circa 245 milioni di euro, reperiti attraverso riduzioni della spesa dei ministeri, secondo l’Ansa.
La proroga appena approvata assorbe altre risorse. Continuare per mesi con un taglio valido per tutti renderebbe necessario trovare coperture molto più consistenti.
Dal 6 settembre, quindi, il prezzo del diesel potrebbe tornare a incorporare integralmente l’accisa precedente, salvo un ulteriore decreto. Il governo ha ancora alcuni giorni per decidere se intervenire nuovamente o passare definitivamente a incentivi rivolti a categorie specifiche.


