Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

La Piazza 2026

Segui la diretta dell’evento

Home » Economia » Buoni benzina 2026, come funzionano e chi potrebbe riceverli dopo la fine del taglio sulle accise

Buoni benzina 2026, come funzionano e chi potrebbe riceverli dopo la fine del taglio sulle accise

Il governo studia dei voucher carburante per i redditi più bassi dopo la fine del taglio generalizzato delle accise

Buoni benzina 2026, come funzionano e chi potrebbe riceverli dopo la fine del taglio sulle accise

Il governo valuta nuovi buoni benzina destinati soprattutto ai lavoratori con redditi più bassi, da introdurre dopo la fine degli sconti generalizzati sulle accise. La misura non è ancora stata approvata e importi e requisiti devono essere definiti.

Buoni benzina 2026, chi potrebbe averne diritto

Dopo la proroga dello sconto sul gasolio fino al 5 settembre, il governo sta preparando una strategia diversa per contenere gli effetti del caro carburanti. L’orientamento emerso nel Consiglio dei ministri è quello di abbandonare progressivamente gli interventi uguali per tutti e concentrare le risorse sulle categorie più esposte.

Secondo quanto riferito da Repubblica, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha indicato la volontà di introdurre sostegni “selettivi, sulla base del reddito”, tenendo conto anche delle esigenze dell’autotrasporto e della logistica.

Leggi anche: Caro carburanti, caos alle pompe e cittadini preoccupati: “Si fa la corsa al prezzo più conveniente” – VIDEO

Una delle ipotesi esaminate è il ritorno del buono benzina, con un meccanismo che potrebbe ricordare quello utilizzato nel 2022 e nel 2023.

Il possibile intervento riguarderebbe innanzitutto i lavoratori dipendenti con redditi contenuti. L’idea allo studio prevede che il datore di lavoro privato possa riconoscere volontariamente il beneficio al dipendente. La somma sarebbe deducibile per l’impresa e non tassata per il lavoratore.

Non è ancora stabilito quale sarebbe la soglia di reddito necessaria né quale importo potrebbe essere riconosciuto.

Buoni benzina 2026, come potrebbero funzionare

Tra le possibilità valutate c’è quella di utilizzare ancora il sistema dei fringe benefit, evitando quindi una procedura con domanda individuale da presentare all’Inps o ad altre amministrazioni.

Un’altra ipotesi è invece quella di rendere il sostegno più facilmente riconoscibile attraverso un voucher digitale o cartaceo utilizzabile direttamente per il rifornimento.

Leggi anche: Benzina e diesel, perché il pieno resta caro anche con lo sconto

Il governo starebbe esaminando anche un’estensione ai lavoratori autonomi. In questo caso il meccanismo sarebbe differente. Il professionista potrebbe acquistare il buono e dedurre successivamente il costo nella dichiarazione dei redditi, secondo lo schema riportato da Repubblica.

Serviranno comunque un provvedimento formale e le relative coperture finanziarie prima che il beneficio possa diventare operativo.

Buoni benzina 2026, perché il governo vuole passare dagli sconti ai bonus

Il taglio delle accise produce un beneficio per tutti gli automobilisti, indipendentemente dal reddito. Ha però un costo elevato per i conti pubblici.

Il precedente prolungamento dello sconto di 17 centesimi sul gasolio fino al 25 agosto era costato circa 245 milioni di euro, secondo quanto riportato dall’Ansa.

La nuova proroga fino al 5 settembre vale circa 130 milioni. Per questo l’esecutivo punta adesso a interventi meno costosi e indirizzati verso chi subisce maggiormente l’aumento della spesa per gli spostamenti.

Per gli automobilisti, quindi, non esiste al momento un nuovo bonus benzina da richiedere. Reddito massimo, importo, modalità di erogazione e platea saranno definiti soltanto se il governo trasformerà l’ipotesi in un provvedimento.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA