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Bonus casa per genitori separati, fino a 500 euro al mese per chi lascia l’abitazione familiare

Contributo fino a 6mila euro l’anno per sostenere canone e spese di locazione. Atteso il decreto attuativo

Bonus casa per genitori separati, fino a 500 euro al mese per chi lascia l’abitazione familiare
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Affitto, arriva il bonus per genitori separati: chi può ottenerlo e quanto vale

Il contributo è destinato ai genitori separati o divorziati che hanno dovuto lasciare l’abitazione in cui vivevano in precedenza con l’ex partner e i propri figli. L’agevolazione economica dovrebbe quindi supportarli nel sostenere i costi di una nuova casa in affitto.

L’iniziativa non rientra nel Piano Casa introdotto dal governo di Giorgia Meloni ma, come illustrato nelle scorse settimane dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini, tra i principali promotori del provvedimento, è comunque “legata a esso”. La Legge di Bilancio approvata lo scorso dicembre prevede uno stanziamento complessivo di 60 milioni di euro distribuiti nell’arco di tre anni: 2026, 2027 e 2028. I potenziali destinatari stimati sono circa 15mila genitori.

Qual è l’importo previsto

Non vi è ancora una conferma definitiva sull’ammontare del contributo. È noto però che dovrebbe attestarsi in una fascia compresa tra 400 e 500 euro mensili per un periodo di 12 mesi. Su base annuale, il sostegno economico potrebbe quindi raggiungere i 4.800 oppure i 6.000 euro.

Quali costi possono essere coperti

Le somme erogate attraverso il bonus potranno essere impiegate principalmente per il pagamento del canone di affitto mensile, ma anche per sostenere altre spese correlate, come quelle relative al deposito cauzionale e alla registrazione del contratto d’affitto.

I requisiti 

Per ottenere il bonus è necessario non essere assegnatari di una casa popolare e, come già evidenziato, aver intestato a proprio nome il nuovo contratto di locazione. L’affitto deve quindi essere regolarmente registrato e adeguatamente documentato. Il sostegno economico è destinato ai genitori con figli a carico fino al compimento del 21° anno di età.

Le verifiche previste

Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, sarebbe già stato predisposto un sistema di controlli automatici per verificare che i richiedenti rientrino effettivamente tra i destinatari del bonus. Chi farà domanda dovrà, ad esempio, dimostrare di versare regolarmente l’assegno di mantenimento per i figli, come disposto dal giudice nei procedimenti di separazione o divorzio. L’agevolazione non potrà inoltre essere concessa a chi ha riportato condanne penali o è coinvolto in procedimenti penali “ostativi”.

Restano ancora da chiarire alcuni aspetti relativi alla distribuzione delle risorse, ma appare probabile che l’Isee venga utilizzato per stabilire una graduatoria di priorità tra i beneficiari. 

In attesa delle regole definitive

Molti dettagli del bonus devono ancora essere definiti. La Legge di Bilancio demanda infatti a un successivo decreto ministeriale la definizione delle modalità di accesso, dei requisiti specifici e delle procedure operative. Solo dopo la pubblicazione di questo provvedimento sarà possibile conoscere con precisione le regole e avviare concretamente l’erogazione del contributo.

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