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Analisti e operatori di Piazza Affari scommettono su un'uscita soft dalla crisi di governo e su un Letta bis, ma temono il declassamento da parte delle agenzie di rating, nel caso in cui il premier non dovesse ottenere la fiducia mercoledì. Occhi puntati sullo spread e sul rendimento del decennale italiano, che potrebbe superare nelle prossime settimane la soglia critica del 5%, qualora si concretizzasse in settimana la crisi di governo.

Sono questi i timori del mercato, dopo le dimissioni del Pdl e la decisione del premier Enrico Letta di chiedere la fiducia in Parlamento. Il differenziale Btp/bund, balzato in avvio di seduta sopra quota 280 punti base rispetto ai 263 di venerdi', si stabilizza intorno a 271 punti, sempre al di sopra del differenziale Bonos/Bund a quota 257.

FIDUCIA NEL LETTA BIS. 'Il fatto che si faccia chiarezza e' positivo, la situazione era diventata insostenibile: data per scontata la pressione iniziale su Btp e Ftse Mib', crediamo che la correzione sia un'opportunita' di acquisto in quanto lo scenario piu' probabile secondo noi e' un governo Letta 2', commentano gli analisti di Equita. Secondo Giovanni Zanni, a capo del team di ricerca economica di Credit Suisse, 'lo scenario piu' probabile e' che Letta trovi il sostegno sufficiente per mantenere la maggioranza in Parlamento', per continuare 'almeno fino alla prossima primavera'. I commenti contrastanti dei ministri Pdl alla decisione di togliere il sostegno al governo suggeriscono che 'il Pdl potrebbe dividersi o almeno alcuni parlamentari del partito potrebbero lasciare e sostenere ancora un governo Letta o un governo simile (ad esempio sotto il ministro dell'Economia, Saccomanni o sotto il presidente del Senato, Grasso)', fattore che 'potrebbe rappresentare una svolta nella politica italiana e forse il primo passo verso un'era post Berlusconi'. Secondo Zanni "molto puo' succedere", anche se e' 'improbabile' un passo indietro di Berlusconi, mentre "le elezioni anticipate sono una possibilita' ma la meno probabile, l'ultima ratio, a questo punto, se tutto il resto fallisce". Tra gli altri scenari dipinti dall'esperto del Credit Suisse vi sono l'uscita di scena di Letta, con sfiducia in Parlamento e il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, chiamato a verificare se esiste il supporto per un altro governo o le dimissioni dello stesso Napolitano. Anche per Vincenzo Longo, market strategist di IG, le possibilita' di andare incontro a un Letta bis 'rimangono concrete, se dovesse essere confermata la spaccatura all'interno del Pdl'. L'esperto sottolinea che i mercati avevano gia' in parte scontato l'ipotesi di tensioni politiche, viste anche le performance negative dei titoli di Stato rispetto a quelli spagnoli dell'ultimo mese, ma la sensazione e' che gli operatori scontassero un ritorno alle urne solo nella primavera del 2014, una volta risolte le questioni fiscali e modificata la legge elettorale attuale. 'Con la crisi si apre invece la possibilita' di un ritorno anticipato al voto e il mercato sta prezzando la mancanza di una legge elettorale in grado di evitare un governo senza maggioranza in entrambe le Camere'.

SPREAD. Sul mercato dei titoli di stato, Longo si aspetta nelle prossime sedute un ritorno della pressione sullo spread Btp/Bund ai massimi di fine giugno a 310 punti base. Attenzione al rendimento sui titoli a dieci anni, che potrebbe superare la soglia del 5% nelle prossime settimane, "soprattutto nel caso in cui Letta non dovesse ottenere una nuova fiducia". Cio' "potrebbe richiedere un'attivazione del piano Omt della Bce, visto l'ingente ammontare del debito pubblico',anche se 'rimangono forti dubbi al riguardo: si tratterebbe della prima attivazione di un piano, che tra l'altro necessita ancora dell'approvazione da parte della Corte costituzionale di Karlsruhe'. 'Una rinnovata fiducia in Letta potrebbe invece raffreddare temporaneamente i mercati, con un decennale che potrebbe fermarsi in area 4,7% e uno spread a 290 punti base'.

RATING A RISCHIO. IG teme 'un downgrade del merito creditizio dell'Italia, visti i maggiori rischi sul fronte fiscale che insorgono in questo clima di instabilita'. Il taglio del rating potrebbe arrivare da Fitch, che al momento ha un merito creditizio un gradino piu' alto rispetto a quello di Moody's e Standard&Poor's (per ora si e' limitata a lanciare un avvertimento, dicendo che la crisi politica "mette a rischio i target fiscali). Riteniamo che il taglio arrivera' a chiusura di mercati tra questa sera e mercoledi'. Probabilmente le agenzie potrebbero proprio attendere l'esito della fiducia di Letta prima di agire'.

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