Come vanno le Borse europee
Le principali Borse europee rafforzano i rialzi a metà seduta, mentre gli investitori fanno i conti con una nuova accelerazione dell’inflazione nell’area euro e guardano all’apertura positiva indicata dai futures di Wall Street (Dow Jones +0,6%, S&P 500 +0,5% e Nasdaq +0,7%). Negli Usa attesa per i dati relativi al mercato del lavoro. A Francoforte il Dax sale dell’1,2%, Parigi guadagna lo 0,8%, Londra lo 0,3% e Madrid lo 0,3%. L’Euro Stoxx 50 avanza di circa l’1%.
Lo spread sale vertiginosamente, toccati i 127 punti
Piazza Affari prosegue in cauto rialzo a metà seduta grazie al miglioramento del sentiment e al calo del prezzo del petrolio anche se restano le tensioni sul mercato obbligazionario con i rendimenti dei titoli di Stato a livelli ancora elevati. Il Ftse Mib avanza dello 0,25% a 50.365 punti.
Gli investitori attendono i dati del primo pomeriggio sul mercato del lavoro statunitense. In evidenza sul listino le aziende tech con Technobrobe che sale del 5,62%, Prysmian +4,29% e Stm +3,19%. Bene anche Stellantis (+4,12%) dopo i dati sulle immatricolazioni di settembre. In rosso Fincantieri -2,14% e i bancari con Unicredit che cede l’1,61%, Bper -1,55%, Banco Bpm -1,43%, Intesa Sanpaolo -0,45%, Mps -0,35%. Poste italiane cede l’1,22% dopo essere salita all’86,95% del capitale di Tim. La società di tlc guadagna invece lo 0,12%. Il mercato obbligazionario resta sotto pressione.
Lo spread tra Btp decennali italiani e omologhi Bund tedeschi sale ancora a 127 punti dopo l’apertura a 123 punti rispetto alla chiusura di ieri a 118 punti. Il tasso è al 4,69% dal 4,70% di questa mattina. Le crescenti preoccupazioni sulla situazione fiscale in Francia hanno spinto il rendimento dei titoli di stato decennali del Paese ai massimi dal 2002. Sul mercato valutario, l’euro è sempre debole a 1,1238 dollari, sui livelli più bassi da maggio 2025, dopo aver perso oltre il 2% contro il dollaro a settembre, il calo mensile più marcato degli ultimi 14 mesi. La moneta unica passa di mano a 177,3 yen (-0,18%).
In calo anche il cambio dollaro/yen a 157,7 (-0,20%). I mercati si aspettano che la Bce adotti una politica monetaria più restrittiva rispetto alla Fed, con ulteriori rialzi dei tassi già scontati nel corso del prossimo anno e la prossima mossa potenzialmente a dicembre, in concomitanza con l’aggiornamento delle proiezioni economiche. Nel frattempo, l’inflazione è accelerata in diverse importanti economie europee a settembre, trainata principalmente dai prezzi dei carburanti.
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