Il rendimento del Btp decennale ha sfiorato il 4,7%, raggiungendo livelli che non si vedevano dal 2023. Su 10mila euro il rendimento annuo equivalente è superiore ai 400 euro netti, prima di commissioni e considerando il mantenimento del titolo fino a scadenza.
Btp, rendimenti verso il 4,7%
I rendimenti dei titoli di Stato italiani sono tornati a salire con forza. Il 1° ottobre il Btp decennale ha superato temporaneamente il 4,7%, per poi rientrare intorno al 4,65% durante la seduta. ANSA segnala che i titoli italiani sono stati tra quelli maggiormente sotto pressione sul mercato obbligazionario europeo.
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Già il 29 settembre il rendimento del decennale benchmark aveva raggiunto il 4,62%, livello che non si vedeva dall’ottobre 2023. Nella stessa giornata lo spread Btp-Bund aveva chiuso a 100 punti base.
L’asta del Tesoro del 29 settembre aveva assegnato il nuovo Btp decennale con un rendimento lordo del 4,58%.
Btp, quanto rendono 10mila euro
Per avere un ordine di grandezza, applicando un rendimento annuo del 4,7% a 10mila euro si ottengono circa 470 euro lordi l’anno. La tassazione applicata ai titoli di Stato italiani è del 12,5%. Tolta l’imposta, il rendimento teorico corrisponde a circa 411 euro netti l’anno, prima di eventuali commissioni bancarie e altri costi.
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Con il rendimento del 4,58% registrato nell’asta del 29 settembre, 10mila euro corrispondono invece a circa 458 euro lordi, cioè poco più di 400 euro al netto della tassazione del 12,5%. Questi numeri servono come riferimento e non vanno confusi con la cedola incassata. Il rendimento effettivo di un Btp acquistato sul mercato dipende anche dal prezzo pagato e dal rimborso finale a 100.
Btp, perché prezzo e rendimento cambiano
Quando il prezzo di un titolo già quotato scende, il suo rendimento effettivo sale. Per questo due Btp con cedole simili possono garantire rendimenti diversi a chi li compra sul mercato secondario. Un esempio arriva da Borsa Italiana. Il Btp con scadenza ottobre 2053 e cedola nominale del 4,5% quotava il 1° ottobre a 90,30 e presentava un rendimento effettivo lordo a scadenza del 5,23%.
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Le scadenze lunghe espongono però a oscillazioni di prezzo molto maggiori. Chi vende prima della scadenza può quindi ottenere un prezzo superiore o inferiore rispetto a quello pagato. Per confrontare due titoli è necessario guardare rendimento effettivo, durata residua, prezzo di acquisto e cedola. Il rendimento indicato oggi dal mercato non è garantito per chi compra il titolo in una giornata successiva, perché quotazioni e tassi cambiano continuamente.


