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Economia
L'Istat gela il governo Renzi. Il Pil negativo affossa Piazza Affari

Tegola su Piazza Affari. Nel primo trimestre dell'anno il Pil italiano è tornato a scendere su base congiunturale dello 0,1%, mentre sull'anno il calo è stato dello 0,5%, così la borsa di Milano ha accusato il colpo. A fine seduta il Footsie Mib ha perso oltre il 3,6%. Il fronte macroeconomico è tornato oggi grande protagonista sui mercati. La batteria di dati che diffusi su entrambe le sponde dell'Atlantico è infatti in grado di condizionare le decisioni delle banche centrali e quindi anche quelle degli investitori e i movimenti dei listini, forse anche nelle prossime settimane. Lo dimostrano i dati sulla crescita europea, che hanno deluso a livello generale (+0,2% rispetto ai tre mesi precedenti nell'Eurozona, la metà di quanto previsto) sia a livello di singoli Stati (-0,1% in Italia, -0,7% in Portogallo, invariata in Francia), ma non in Germania (+0,8%, oltre le attese).

Così le borse europee hanno chiuso in deciso calo. L'indice Ftse 100 a Londra ha perso lo 0,55% a 6.840,89 punti, il Cac di Parigi ha lasciato sul terreno l'1,25% a 4.444,93 punti e il Dax 30 di Francoforte è arretrato dell'1,01% 9.656,05 punti. L'Ibex di Madrid ha ceduto il 2,35% a 10.365 punti.

Intanto, secondo quanto contenuto nel Bollettino mensile diffuso questa mattina, gli analisti della Bce hanno alzato marginalmente la stima di crescita dell'Eurozona per il 2014 che è ora dell'1,1% (+0,1 punti percentuali) mentre hanno lasciato invariate all'1,5% quella per il 2015 e all'1,7% quella per il 2016. Al tempo stesso sono state riviste al ribasso le previsioni sull'inflazione: 0,9% quest'anno, 1,3% nel 2015 e 1,5% nel 2016. L'indice dei prezzi al consumo dell'Eurozona, probabilmente il dato più importante per capire se davvero la Banca centrale europea (Bce) premerà il piede sull'acceleratore a giugno proprio perché il controllo dell'inflazione è per statuto il compito numero uno dell'Eurotower, è intanto stato confermato in aprile allo 0,7% dopo lo 0,5% di marzo.

Oltreoceano, l'inflazione Usa è salita dello 0,3% mensile e del 2% su base annua, in linea con le attese. La richieste di sussidi settimanali di disoccupazione sono scese oltre le previsioni a quota 297 mila, minimi dal 2007, e la produzione industriale è inaspettatamente scesa dello 0,6% in aprile. L'indice Filadelfia Fed sull'andamento del settore manifatturiero nell'area è sceso a 15,4 punti (meno del previsto). Anche in questo caso, tutto è funzionale alla comprensione delle future mosse della Federal Reserve e al suo processo di riduzione delle iniezioni di liquidità nel sistema (il cosiddetto tapering).

A Piazza Affari le vendite hanno colpito soprattutto i titoli del settore bancario, molti dei quali sono stati anche sospesi al ribasso. Il tutto nonostante i dati di bilancio diffusi (è il caso di Intesa Sanpaolo, che ha chiuso il primo trimestre dell'anno con un utile netto di 503 milioni) siano stati migliori delle attese. Ubi ha subito un ribasso del 7,74%, risentendo ancora della notizia dell'inchiesta giudiziaria. Non molto meglio Intesa (-6,22%) nonostante un utile trimestrale in forte crescita. Giu' Bpm (-6,84%), Unicredit (-5,66%), Monte Paschi (-6,46%).

Tra i finanziari male anche Mediolanum (-7,09%), Generali ha limitato i danni (-0,85%) grazie alla trimestrale e alla notizia delle trattative con Btg Pactual per la cessione di Bsi. Nell'energia Enel ha subito un -3,89%, Eni -1,80%. Fiat ha chiuso a -3,65%), deboli cementi-costruzioni con Buzzi -5,77%, Salini Impregilo -4,16%, Cementir -9,23%. Telecom ha subito un -4,33%. Geox nel giorno dei dati ha accusato un -7,86%. Grave perdita per Mediaset (-8,54%).

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