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Economia
Da Draghi Qe da mille miliardi. Spread a quota 160, Btp ai minimi

Se la Bce inietasse mille miliardi di euro nell'economia dell'Eurozona acquistando titoli e altre attivita', il tasso di inflazione nell'unione monetaria registrerebbe in un anno un incremento tra gli 0,2 e gli 0,8 punti percentuali. E' il risultato del modello di 'quantitative easing' studiato dall'Eurotower, secondo le indiscrezioni riportate dalla 'Frankfurter Allgemeine Zeitung'.

Ieri, in conferenza stampa, il presidente della Bce, Mario Draghi, ha alluso per la prima volta in modo esplicito alla possibilita' di avviare un programma di allentamento quantitativo, sul modello della Federal Reserve americana, per contrastare i rischi di deflazione.

"La questione e' se in Europa il mercato del debito privato e' abbastanza grande per un allentamento quantitativo", ha dichiarato una fonte dell'Eurotower al quotidiano tedesco. La Bce non ha commentato le voci. Secondo la 'Faz', un non meglio specificato membro del Consiglio dei Governatori di Francoforte avrebbe espresso un forte timore per le possibili distorsioni sui mercati che potrebbero scaturire da un programma di 'quantitative easing' e, nello specifico, per il rischio di creare una bolla nel mercato delle obbligazioni societarie.

Apparirebbe scontato identificare il governatore in Jens Weidmann, numero uno della Bundesbank. Eppure fu proprio Weidmann a rompere il tabu' alcuni giorni fa, citando l'allentamento quantitativo come uno degli strumenti da poter prendere in considerazione per riportare l'andamento dei prezzi in linea con gli obiettivi della Bce. Quel che e' certo e' che Draghi difficilmente avrebbe potuto menzionare il 'quantitative easing' in conferenza stampa senza l'apertura, sorprendente e inattesa, del potente capo della banca centrale tedesca.

Le parole pronunciate ieri da Draghi hanno avuto subito effetto sullo spread. Il differenziale tra Btp decennali e omologhi tedeschi chiude a 162 punti dopo aver aggiornato a quota 159 il minimo da tre anni. Il rendimento si attesta al 3,17%, dopo aver toccato un nuovo minimo dall'introduzione dell'euro del 3,15%. Il differenziale Bonos/Bund segna 161 punti per un tasso del 3,15%.

Anche le borse, nonostante l'andamento negativo di Wall Street, chiudono in rialzo sulla scia delle indiscrezioni riportate dalla 'Faz'. Il Dax di Francoforte sale dello 0,7% a 9.695,77 punti, l'Ftse 100 di Londra avanza dello 0,7% a 6.695,55 punti, il Cac 40 di Parigi cresce dello 0,79% a 4.484,55 punti, l'Ibex di Madrid guadagna lo 0,88% a 10.677,2 punti, l'Ftse Mib di Milano segna +0,83% a 22.175,48 punti dopo aver toccato un massimo da tre anni a 22.210,34 punti.

A Piazza Affari diversi gli spunti positivi di rilievo, tra cui Pirelli, Eni e Fiat. Tra gli energetici, dunque, Eni ha guadagnato lo 0,55%, Enel ha segnato un +0,29%, mentre la controllata Enel Green Power ha piazzato un +1,05%. Tra gli industriali, Pirelli brillante con un +4,15%, Finmeccanica +1,11%, con Fiat che, anche grazie a un report positivo, e' salita dell'1,16% a 8,7150 euro per azione. Per quanto riguarda i finanziari, Unicredit +0,81%, Intesa Sanpaolo +1,41%, Generali +0,53%, Mediobanca +1,21%, Bpm +0,88%, quest'ultima nel giorno in cui e' stato ufficializzato l'uscita dal capitale di Credit Mutuel. In controtendenza rispetto all'andamento del settore di riferimento Mps (-0,39%) e Banco Popolare (-2,56%) su cui pesano le prese di beneficio. In evidenza Telecom Italia a +3,05% a quota 0,8780 euro per azione.

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