
@andreadeugeni
Che sia andato via Silvio Berlusconi? Che il Cavaliere difficilmente metterà nuovamente piede a Palazzo Chigi mentre i falchi del Pdl tentano di salvarlo con la carta della grazia chiesta a Napolitano?
Carlo Gentili, amministratore delegato di Nextam Partner e uomo che i mercati finanziari li conosce molto bene (ex Euromobiliare), intervistato per capire l’umore degli investitori internazionali sul mercato dei titoli di Stato, non lo dice esplicitamente. Ma par di capire che, al di là delle opinioni politiche, i mercati abbiano percepito fino ad ora Berlusconi come un elemento di forte instabilità per l’Italia.
E così, sul fronte dei titoli di Stato, il differenziale Btp-Bund continua a calare, sostanzialmente ignorarando le fibrillazioni politiche della maggioranza dopo la condanna della Cassazione a Berlusconi per fronde fiscale. Il nostro Paese sembra aver voltato definitivamente pagina ed è per questo che la febbre dello spread comincia ad essere un capitolo quasi chiuso, ormai relegato nel passato. Un brutto ricordo, tanto più il differenziale con i titoli tedeschi continui ad allontanarsi anche dalla soglia 270 basis point, soglia a cui è stato incollato per mesi.
Anche la Borsa di Milano sembra ormai sterilizzata dal rischio Italia e più legata alle dinamiche macro del timing della politica espansiva della Federal Reserve e del soft landing dell’economia cinese. Piazza Affari chiude in lieve rialzo, con il Ftse Mib in salita dello 0,23% a 17.186 punti e l’All Share dello 0,19% a 18.236.

