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Economia
Gentili


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Che sia andato via Silvio Berlusconi? Che il Cavaliere difficilmente metterà nuovamente piede a Palazzo Chigi mentre i falchi del Pdl tentano di salvarlo con la carta della grazia chiesta a Napolitano?

Carlo Gentili, amministratore delegato di Nextam Partner e uomo che i mercati finanziari li conosce molto bene (ex Euromobiliare), intervistato per capire l'umore degli investitori internazionali sul mercato dei titoli di Stato, non lo dice esplicitamente. Ma par di capire che, al di là delle opinioni politiche, i mercati abbiano percepito fino ad ora Berlusconi come un elemento di forte instabilità per l'Italia.

E così, sul fronte dei titoli di Stato, il differenziale Btp-Bund continua a calare, sostanzialmente ignorarando  le fibrillazioni politiche della maggioranza dopo la condanna della Cassazione a Berlusconi per fronde fiscale. Il nostro Paese sembra aver voltato definitivamente pagina ed è per questo che la febbre dello spread comincia ad essere un capitolo quasi chiuso, ormai relegato nel passato. Un brutto ricordo, tanto più il differenziale con i titoli tedeschi continui ad allontanarsi anche dalla soglia 270 basis point, soglia a cui è stato incollato per mesi.  

"Perché lo spread continua a scendere nonostante le fibrillazioni nella maggioranza? Semplice. I mercati ritengono che la situazione politica italiana sia ormai relativamente stabile: se va via Letta, arriverà comunque un altro leader credibile", spiega così Gentili ad Affaritaliani.it. "Che sia un Letta 2 o un Alfano o, ancora, un Quagliariello o un Fabrizio Barca?", si chiede l'esperto, "va bene comunque", aggiunge. C'è un rinnovamento nella classe politica che dà maggiore tranquillità agli investitori rispetto ai precedenti capi partito". Quadro che non fa percepire come pericoloso un rapporto debito/Pil che pochi giorni prima dell'insediamento di Letta a Palazzo Chigi ha sfondato quota 130%, assestandosi al 130,3% del Pil, dal 127% del trimestre precedente. Una frazione che è la peggiore dai tempi del Duce e solo la Grecia, ha sottolineato l’Eurostat, ha un debito più elevato dell’Italia, al 160,5%.
 
Se il differenziale rimarrà fisso a questi numeri in maniera strutturale, di risparmiare circa 5 miliardi di interessi sul debito pubblico rispetto alla soglia 270 bp. Un successo che il governo Letta potrebbe vantare per fronteggiare gli attacchi politici incrociati provenienti sia dai falchi del Pdl sia dai malpancisti del Pd ("è il segno che c'è fiducia nell'Italia", ha detto oggi il premier a Palazzo Chigi, presentando il piano industriale 2013-2015 della Cassa Depositi e Prestiti).

Anche la Borsa di Milano sembra ormai sterilizzata dal rischio Italia e più legata alle dinamiche macro del timing della politica espansiva della Federal Reserve e del soft landing dell'economia cinese. Piazza Affari chiude in lieve rialzo, con il Ftse Mib in salita dello 0,23% a 17.186 punti e l'All Share dello 0,19% a 18.236.
 
 

 

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