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Focus mercati/ Piazza Affari chiude in calo con le borse europee

 

Borsa

Chiusura in negativo per Piazza Affari in linea con l’Europa, trainata al ribasso dal calo dell’indice Zew sul ‘sentimento’ dell’economia tedesca a luglio. L’Ftse Mib finale, dopo un andamento altalenante ma senza grossi scossoni sia in positivo sia in negativo, ha segnato un arretramento dello 0,43% a quota 15.529 punti. All Share -0,29% e 16.600 punti. In evidenza nel paniere principale Telecom Italia che con un -3,4% a 0,4864 euro per azione si e’ assestato sui minimi dal ’97. A incidere sul titolo della compagnia telefonica, lo stop allo scorporo della rete deciso dal cda straordinario di lunedi’. In evidenza invece Mps (+1,4%) dopo che la Fondazione si e’ detta favorevole all’abolizione del tetto del 4% al possesso di azioni.

In calo, sempre per quanto riguarda i finanziari, Generali -0,43%, Intesa Sanpaolo -1,17%, Unicredit -0,78% e Mediobanca -1,48%. In controtendenza Bpm (+1,99%). Fiat invece ha lasciato l’1,01% in scia ai dati sulle immatricolazioni europee a giugno; penalizzata anche la holding di controllo del Lingotto (Exor -0,46%). Contrastati gli energetici, con Eni a -0,49%, Enel +0,26% e Saipem con un rimbalzo tecnico del +3,17%. Sempre tra i titoli positivi, in evidenza Pirelli con un +2,87%. Rcs ha chiuso a -1,63% in attesa che si definisca la mappa dei soci dopo l’aumento di capitale e l’esercizio dell’inoptato. (AGI) Dan 161802 LUG 13

BORSE EUROPEE: CHIUSURA IN GENERALE RIBASSO – Chiusura in generalizzato ribasso per le borse europee. Il Ftse Mib a Piazza Affari termina a 15.529,95 punti in flessione dello 0,43%. A Londra il Ftse 100 chiude a 6.556,35 punti con un calo dello 0,45%. Il Cac 40 di Parigi chiude a 3.851,03 punti (-0,71%). Il Dax di Francoforte termina a 8.201,05 punti (-0,41%).

L’ANALISI – I listini del Vecchio Continente faticano a consolidare il rimbalzo di inizio settimana sulla scia delle buone trimestrali in arrivo dagli Stati Uniti e in attesa della beige book della Federal Reserve che verrà pubblicato domani. L’ultimo intervento del presidente della Fed, Ben Bernanke, la settimana scorsa è stata estremamente accomodante allontanando lo spettro di una stretta monetaria (la Fed inietta nel mercato Usa 85 miliardi di dollari al mese sotto forma di acquisto di bond e titoli tossici) e sostenendo la ripresa delle quotazioni. Questa mattina è arrivata anche la risposta positiva del Giappone: chiusa ieri per una festività, oggi Tokyo ha recuperato lo 0,64%.

“In questo momento non ci sono motivi per vendere – osserva un analista -. Siamo nella stagione delle trimestrali e i dati in arrivo dalla Corporate America sono buoni“. Proprio sotto questo profilo, attesa oggi per i conti di Goldman Sachs che ha raddoppiato gli utili. Il secondo trimestre del colosso bancario Usa ha nettamente superato le previsioni degli analisti grazie a guadagni delle attività a reddito fisso, sul mercato valutario e nel trading delle materie prime: solo queste attività hanno generato un fatturato per 2,46 miliardi di dollari, contro i 2,19 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso e i 3,22 miliardi del precedente trimestre.

Sui listini europei pesa il dato dell’auto: in Europa le vendite a giugno sono calate ai minimi dal 1996. Si muove poco sotto quota 1,31 dollari l’euro: la divisa unica europea viene scambiata attorno a quota 1,3090 dollari e sul filo dei 130 yen. Non si allenta, invece, la pressione sul debito pubblico italiano. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, è appena sotto quota 290 punti base con i titoli italiani che rendono il 4,4% sul mercato secondario.

Seduta positiva, come detto, per la Borsa di Tokyo con l’indice Nikkei che chiude in rialzo dello 0,64%. Tra i motivi che hanno favorito la tendenza rialzista, gli operatori indicano la debolezza della moneta nipponica e i buoni risultati trimestrali segnati dal settore bancario americano. Nel finale l’indice Nikkei ha toccato i 14.599,12 Punti, con un aumento di 92,87 punti rispetto alla chiusura precedente. Ieri, Wall Street ha chiuso in modesto rialzo, sufficiente tuttavia all’archiviazione di nuovi record per Dow Jones ed S&P 500. La buona trimestrale di Citigroup e un miglioramento nell’indice manifatturiero dello stato di New York, hanno aiutato i mercati a tenersi in positivo dopo la delusione per il dato sulle vendite al dettaglio. Dopo le operazioni di compensazione, il Dow Jones ha guadagnato lo 0,13%, il Nasdaq è salito dello 0,21% e lo S&P 500 è aumentato dello 0,14%.