“Riguardo a questa operazione, per il momento noi siamo spettatori, perché l’operazione principale vede come attori altre due banche. È chiaro che, se l’operazione, come penso, andrà a buon termine, questo comporterà che anche Bper diventerà attrice di questo risiko e riusciremo a rafforzarci: riceveremo 635 filiali, circa 2 milioni di clienti, diventeremo ancora più grandi, ancora più forti, per assistere i clienti e quindi i privati, le famiglie, le società e le comunità in cui operiamo”. Così l’ad di Bper, Gianni Franco Papa, ai microfoni di Affaritaliani durante l’apertura del nuovo polo culturale a Palazzo Barbantini-Koch a Ferrara, parlando dello scenario che si aprirebbe per Bper qualora l’offerta di Intesa Sanpaolo su Mps andasse a buon fine.
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“Pertanto, io penso che il discorso del nome sia qualcosa che passa in secondo piano. Quello che è importante è che si crei una banca ancora più forte, che sarà di assistenza e di aiuto alle famiglie e alle società che operano nei territori in cui questa banca andrà a operare”, ha aggiunto Papa. “Dal nostro punto di vista- ha ribadito l’ad di Bper- bisogna che si concluda l’operazione che riguarda le due banche, Intesa e Monte dei Paschi. Ci sarà poi l’acquisto del compendio da parte di Unipol e poi Unipol farà un’offerta a BPER, offerta che verrà analizzata dal Consiglio di amministrazione e dall’Assemblea dei soci di BPER”.
“Alla conclusione di questa offerta, se dovesse essere accettata, si arriverà a un rafforzamento ulteriore di BPER sul mercato italiano. Già oggi noi operiamo con circa 2.000 filiali su tutto il territorio nazionale; con questa operazione raggiungeremo circa 2.600 o 2.650 filiali. Cresceremo come numero di clienti, cresceremo come masse gestite, come impieghi e, ancora una volta, raggiungeremo una dimensione ancora più importante nel panorama finanziario-bancario italiano”, ha concluso l’ad di Bper Gianni Franco Papa.


