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Brand o brand…elli / xAI, il sogno di Musk si ferma al Texas: la storia della società messa in pericolo dalle midterm

La svolta democratica in Texas alle midterm potrebbe complicare i piani di espansione del gruppo

Brand o brand…elli / xAI, il sogno di Musk si ferma al Texas: la storia della società messa in pericolo dalle midterm

Brand o brand…elli / xAI, dalle origini alla sfida in Texas dopo le midterm: la storia della società di Elon Musk

Il Texas, per anni capitale americana dei data center, ha cambiato colore. Nelle elezioni di metà mandato del 3 novembre, mentre i democratici conquistavano la Camera e il Senato, James Talarico ha battuto il repubblicano Ken Paxton nella corsa al Senato e Gina Hinojosa ha sconfitto il governatore uscente Greg Abbott. Una vittoria, quella dei democratici, che non si vedeva dal 1994 e che è destinata ad avere impatto anche nel mondo dell’industria dell’intelligenza artificiale. Il Texas è, infatti, il principale mercato dei data center: oltre 300 impianti in funzione e almeno 248 in programma, secondo un’analisi del Texas Tribune.

Tra chi aveva messo gli occhi sullo Stato c’era anche xAI, la società di intelligenza artificiale di Elon Musk che, secondo varie fonti, stava preparando almeno un grande data center in Texas, di dimensioni pari o superiori a quelle di Memphis. L’azienda aveva esaminato diversi siti, valutando se costruire da zero o convertire magazzini esistenti, come già fatto nel Tennessee con un ex stabilimento. Parte del personale era già stata trasferita, e comparivano già offerte di lavoro a Austin, Bastrop e Conroe. SpaceX non ha mai confermato il progetto e i tempi restano incerti, ma l’esito delle midterm americane potrebbe, di fatto, introdurre una battuta d’arresto al progetto del magnate tech, a causa delle reticenze dei texani, spaventati dalle bollette elettriche in aumento, consumi d’acqua, rumore e impatto sulle comunità

Come è nata xAI

Nata dall’ambizione di Elon Musk di costruire una propria realtà nel settore dell’intelligenza artificiale, dopo la separazione da OpenAI, xAI viene costituita in Nevada il 9 marzo 2023, a pochi mesi dall’esplosione di ChatGPT, e presentata ufficialmente il 12 luglio dello stesso anno. Alla guida esecutiva viene posto lo stesso Musk, mentre Jared Birchall, responsabile del suo family office, assume il ruolo di segretario. La missione? Comprendere la vera natura dell’universo attraverso un’intelligenza artificiale “estremamente curiosa”, orientata alla ricerca della verità e al progresso della conoscenza. Un progetto che Musk ha proposto come un’iniziativa a favore dell’umanità.

Tra i fondatori figurano Igor Babuschkin, già in DeepMind, gli ex Google Tony Wu e Christian Szegedy e l’ex Microsoft Greg Yang. Nel gruppo iniziale entrano anche Manuel Kroiss, Jimmy Ba, Toby Pohlen, Ross Nordeen, Kyle Kosic, Guodong Zhang e Zihang Dai. Un team composito, con esperienze in aziende e centri di ricerca di primo piano, oltre che in progetti come AlphaStar, AlphaCode, Minerva, GPT-3.5 e GPT-4. Tra i consulenti figura anche Dan Hendrycks, direttore del Center for AI Safety, organizzazione impegnata nello studio dei rischi legati allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.

Fin dall’inizio xAI si presenta come una realtà distinta da X Corp., ma con la possibilità di collaborare con le altre aziende del gruppo Musk. L’integrazione con il social network, in particolare, diventerà uno degli elementi centrali della sua strategia.

Grok, il prodotto di punta

Il primo grande prodotto di xAI è Grok, chatbot basato sull’intelligenza artificiale generativa, presentato nel novembre 2023. Il sistema viene sviluppato per competere con ChatGPT e con gli altri principali modelli linguistici disponibili sul mercato. Una delle caratteristiche distintive è il collegamento con X, piattaforma dalla quale Grok può recuperare informazioni e contenuti pubblicati in tempo reale. L’obiettivo è offrire uno strumento capace di rispondere alle domande degli utenti, elaborare informazioni, generare contenuti e interagire con il flusso delle notizie.

Nel tempo Grok si è evoluto attraverso nuove versioni e funzionalità, diventando il principale punto di accesso alle tecnologie sviluppate dall’azienda. Accanto al chatbot sono arrivati altri progetti, tra cui Grokipedia, enciclopedia online lanciata il 27 ottobre 2025, e strumenti destinati alla programmazione e allo sviluppo software.

Colossus, il supercomputer di Memphis

Per sostenere lo sviluppo dei propri modelli, xAI ha investito in modo massiccio nelle infrastrutture informatiche. Il progetto più importante è Colossus, il supercomputer realizzato a Memphis, nel Tennessee, in un ex sito industriale Electrolux, progettato per sostenere l’addestramento dei modelli di intelligenza artificiale di xAI attraverso un’enorme capacità di calcolo. La prima struttura, Colossus 1, dispone di oltre 220mila GPU Nvidia e di una capacità energetica di circa 300 megawatt, secondo quanto comunicato dalla stessa società in occasione dell’accordo con Anthropic del maggio 2026.

L’ambizione di Musk è stata fin dall’inizio quella di aumentare ulteriormente la potenza disponibile, con un’espansione delle infrastrutture e nuovi investimenti nei data center. Accanto al sito di Memphis è stato sviluppato anche un progetto nell’area del Mississippi.

Le controversie ambientali a Memphis

La crescita di Colossus ha però aperto un fronte di polemiche con le comunità locali. Per alimentare il data center, xAI ha fatto ricorso a numerose turbine a gas, sollevando preoccupazioni per le emissioni e per la qualità dell’aria, soprattutto nell’area di Boxtown, quartiere storicamente afroamericano di Memphis. Secondo quanto riportato negli atti di una causa presentata da associazioni e organizzazioni locali, tra cui la NAACP, entro marzo 2025 sarebbero state installate 35 turbine, con una capacità complessiva di generazione di circa 421,4 megawatt.

Al centro della controversia c’è anche la questione delle autorizzazioni ambientali. Secondo i ricorrenti, le turbine sarebbero state installate e utilizzate senza i necessari permessi previsti dalla normativa sulla qualità dell’aria. Le contestazioni riguardano inoltre il possibile impatto delle emissioni sulla salute dei residenti.

La fusione con X e l’acquisizione di SpaceX

Un passaggio decisivo nella storia di xAI arriva il 28 marzo 2025, quando la società acquisisce X Holdings Corp. e X Corp., integrando nella propria struttura il social network precedentemente conosciuto come Twitter. L’operazione rafforza il legame tra Grok e la piattaforma sociale, mettendo a disposizione dell’intelligenza artificiale un flusso continuo di contenuti e informazioni. X diventa così parte integrante dell’ecosistema tecnologico di Musk.

La trasformazione più importante arriva però il 2 febbraio 2026, quando SpaceX completa l’acquisizione di xAI attraverso un’operazione interamente in azioni. Secondo le valutazioni riportate da Reuters, SpaceX viene valutata circa mille miliardi di dollari e xAI 250 miliardi, per un valore complessivo di 1.250 miliardi di dollari. Il 6 maggio 2026, Musk annuncia inoltre che xAI non esisterà più come società indipendente e che le sue attività confluiranno nel progetto SpaceXAI.

Anche la società madre compie un passaggio storico: nel giugno 2026 SpaceX si quota al Nasdaq con il ticker SPCX, dopo un’offerta pubblica iniziale che ha raccolto circa 85,7 miliardi di dollari.

L’uscita dei cofondatori e la riorganizzazione

La fusione con SpaceX non è stata priva di conseguenze sul piano organizzativo. Nei mesi successivi si sono moltiplicate le uscite di dirigenti, ricercatori e ingegneri che avevano partecipato alla costruzione di xAI. Secondo un’inchiesta di The Information pubblicata nel maggio 2026, tutti i cofondatori della società, fatta eccezione per Musk, avevano lasciato l’azienda. La stessa testata ha riferito di oltre 50 ricercatori e ingegneri usciti dopo l’acquisizione, tra licenziamenti, allontanamenti e dimissioni volontarie. Tra le figure di rilievo che hanno lasciato la società figura anche il direttore finanziario Anthony Armstrong.

Sta di fatto che, in poco più di tre anni, xAI è passata da startup fondata per competere con OpenAI a componente di un gruppo tecnologico integrato che comprende intelligenza artificiale, social network, infrastrutture spaziali e connettività satellitare. La scommessa di Musk è quella di costruire un ecosistema nel quale hardware, software, dati, energia e spazio siano controllati e coordinati all’interno dello stesso gruppo. xAI, nata come laboratorio di intelligenza artificiale, è diventata così uno dei tasselli centrali di un progetto industriale molto più vasto…almeno fino ai confini del Texas.

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