A- A+
Economia
Jobs Act, la Cgil boccia la mediazione

 

"Non ci pare che con quella mediazione ci sia una risposta per mantenere la difesa dei diritti che noi facciamo". Cosi' il segretario della Cgil, Susanna Camusso, ha risposto a chi le chiedeva dell'accordo con la minoranza Pd sul Jobs act. Per la Camusso la 'partita' sul Jobs act "non e' assolutamente chiusa" dopo l'accordo tra Matteo Renzi e la minoranza Pd. "L'abbiamo detto dal 25 ottobre: non e' un voto di fiducia che cambiera' il nostro orientamento e la nostra iniziativa", ha aggiunto il segretario generale della Cgil.

Per il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, la "possibile mediazione" all'interno del Pd sul Jobs act e' una "presa in giro". "Serve solo a quei parlamentari per conservare il loro posto, non serve ai lavoratori e alla difesa dei loro diritti" ha aggiunto parlando durante il corteo della Fiom a Milano.

Renzi: "Dal 2015 l'articolo 18 sarà superato"

La fumata bianca alla fine è arrivata. Niente fiducia alla Camera sul testo del Jobs Act uscito dal Senato - che sarà comunque modificato - anche se, a stretto giro, il presidente del Consiglio fa sapere che "è possibile che ci sia la fiducia sul testo che verrà fuori dall'accordo di queste ore". E ancora: sì al reintegro per i licenziamenti discriminatori e per quelli disciplinari senza giusta causa in determinate fattispecie. Non da ultimo, maggiori fondi da destinare agli ammortizzatori sociali nella legge di Stabilità.

L'accordo tra governo e minoranza dem, dunque, è stato trovato. A questo punto, Palazzo Chigi intende bruciare i tempi. Ad annunciare l'intesa su una questione che nelle ultime settimane ha sconquassato il Pd - con l'opposizione interna pronta a dare filo da torcere e a mettersi di traverso in aula - è il presidente del Pd, Matteo Orfini, al termine della riunione che si è tenuta tra il responsabile Economia e lavoro del Nazareno, Filippo Taddei, e i membri Pd che siedono in commissione Lavoro a Montecitorio, incluso il presidente Cesare Damiano (che era in piazza con la Cgil lo scorso 25 ottobre).

L'accordo recepisce la parte del documento della direzione Pd che impegna il governo a salvare il reintegro sui licenziamenti "per motivi discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare, previa qualificazione specifica delle fattispecie" che saranno definite nei decreti delegati. Ma non solo. Nella mediazione, infatti, ci sarebbero altre aperture da parte dell'esecutivo a partire dai paletti alle novità sui controlli a distanza.

Da Bucarest, il premier Matteo Renzi dice: "La partita è chiusa, il parlamento voterà nelle prossime ore e dal 1° gennaio avremo chiarezza sulle regole del mercato del lavoro, minori costi per gli imprenditori, più soldi in busta paga per i lavoratori, una riduzione delle forme contrattuali. Non si tolgono diritti ma si riducono gli alibi". Con il Jobs Act si interverrà sul "meccanismo dell'articolo 18 che va finalmente superato. E' un grandissimo passo in avanti". Ciò che sta emergendo - prosegue - è "tutto quello che è stato deciso nella direzione del Pd. Bene così, andiamo avanti". Le riforme, insomma, "non si fermano più", insiste il capo del governo, allargando il discorso anche alla legge elettorale, dopo il rinnovato patto con Silvio Berlusconi, sulla quale "non c'è nessuna trattativa".

Esplode però l'ira di Ncd che, dopo il patto del Nazareno, non ci sta ad accettare il "patto del gambero" sulla delega lavoro: le modifiche - incalzano gli alfaniani - vanno concordate anche con noi, è tutto ancora aperto.

Scontro sui tempi. Duro scontro nella conferenza dei capigruppo di Montecitorio sulla richiesta del governo di esaminare il Jobs Act prima della legge di Stabilità fissandone la votazione finale al 26 novembre: possibilità prevista per i collegati alla manovra. "Siamo davanti ad una manifestazione di irragionevolezza e di violenza del governo che intende anteporre l'esame di un collegato a quello della legge di Stabilità", tuona Renato Brunetta di Fi, bollando come "una forzatura comunque" la mediazione di Laura Boldrini. Di "sopruso" invece ha parlato Arturo Scotto di Sel.

Iscriviti alla newsletter
Tags:
jobs act
i più visti
in evidenza
La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia

Corporate - Il giornale delle imprese

La startup EdilGo guida la ripresa edile in Italia


casa, immobiliare
motori
Toyota svela la nuova Yaris GR SPORT

Toyota svela la nuova Yaris GR SPORT

Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.