Diesel alle stelle, oltre l’elettrico verso il 2035: quanto sono pronte le alternative bio
Tra crisi geopolitiche e nuove scadenze europee, fare il pieno non è mai stato così costoso. Il conflitto in Medio Oriente e le difficoltà nello Stretto di Hormuz hanno fatto schizzare i prezzi del greggio, con il diesel che in Italia sfiora ormai i 2,2 euro al litro in autostrada. Ma l’impatto non riguarda solo i portafogli degli automobilisti: le case automobilistiche stanno finendo le scorte di oli base per i motori a scoppio, un chiaro segnale di come l’intera filiera sia ancora fortemente dipendente dal petrolio.
In questo quadro di forte instabilità, l‘Unione Europea ha parzialmente corretta la rotta rispetto allo stop ai motori termici fissato per il 2035. La Commissione ha infatti proposto di ridurre le emissioni delle nuove auto del 90% anziché azzerarle del tutto, lasciando aperta la possibilità di usare per il restante 10% carburanti alternativi come i biocarburanti avanzati o gli e-fuel. Una scelta che potrebbe conservare una nicchia di mercato per i motori non puramente elettrici anche oltre la scadenza prevista.
Nel frattempo, la vendita di veicoli elettrici sta accelerando in tutta Europa, superando di recente le immatricolazioni dei modelli a benzina. L’Italia resta ancora lontana dai volumi di Paesi come Francia o Germania, con una quota che non supera il 9%, ma si attesta come il mercato a più rapida crescita del Continente. A spingere gli automobilisti verso la spina sono stati proprio i rincari dei carburanti tradizionali, a fronte di un’infrastruttura di ricarica che sta cercando con fatica di stare al passo.
Per chi cerca opzioni diverse dall’elettrico, lo scenario resta complicato. Il metano è ormai un settore al tramonto e privo di nuovi modelli, mentre il gasolio bio Hvo mostra buoni risultati ma sconta un prezzo di produzione più alto e una disponibilità limitata rispetto all’enorme domanda globale. Ancora più complessa è la strada degli e-fuel, i carburanti sintetici che richiedono grandi quantitativi di energia e presentano costi al litro molto elevati, destinati a rimanere confinati a settori specifici come la nautica o l’aviazione.
Al di là dei singoli aspetti tecnici o economici, l’ostacolo principale per i carburanti del futuro rimane la rete logistica. Senza una catena efficiente di depositi, trasporti dedicati e sistemi di tracciabilità condivisi a livello europeo, l’integrazione su larga scala di queste fonti energetiche rischierebbe di rimanere un’ipotesi sulla carta, prolungando l’incertezza sul futuro dei trasporti.

