Negli ultimi dieci anni in Italia il prezzo dei carburanti ha registrato aumenti significativi, con il gasolio salito del +75,5% e la benzina del +38% rispetto al 2016. È quanto emerge da un’analisi del Codacons basata sui dati della Commissione europea, che fotografa l’andamento dei listini alla pompa nei diversi Paesi dell’Unione. Secondo lo studio, al netto degli sconti sulle accise introdotti dai governi per far fronte a diverse emergenze, il rincaro medio del diesel in Italia sarebbe superiore alla media Ue, pari al +69,2%. In termini pratici, il pieno di gasolio costa oggi circa 35,7 euro in più rispetto a dieci anni fa; senza le misure fiscali il maggior costo salirebbe fino a 48 euro.
Per la benzina, l’aumento della spesa per un pieno è stimato in circa 24,5 euro rispetto al 2016, che diventerebbero 27,6 euro senza le riduzioni fiscali temporanee. Il Codacons sottolinea inoltre come, in Europa, i maggiori rincari del diesel si registrino in Lituania e Lettonia, dove i prezzi sono più che raddoppiati (+106%), seguite da Paesi Bassi e Lussemburgo. Aumenti superiori al 90% si osservano anche in Francia, Belgio e Bulgaria.
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Per la benzina, invece, i rialzi più marcati riguardano ancora Lettonia e Lituania, mentre l’Italia si colloca tra i Paesi con incrementi più contenuti. Nel confronto europeo, il nostro Paese risulta al terzultimo posto per crescita dei prezzi, con un aumento del +34%, inferiore alla media Ue del +43,6%. Tuttavia, secondo il Codacons, questo dato positivo è solo apparente: senza il taglio delle accise introdotto negli ultimi anni, il rincaro del gasolio in Italia arriverebbe al +75,5%, superiore alla media europea, confermando così una pressione significativa sui prezzi dei carburanti anche nel lungo periodo.

