Il caro energia continua a pesare sui bilanci delle famiglie e delle imprese italiane. Dopo due rinvii, il decreto Bollette dovrebbe arrivare lunedì 9 novembre sul tavolo del Consiglio dei ministri, con l’obiettivo di contenere i costi di luce e gas. Tra le misure principali c’è un tetto al prezzo del gas utilizzato per produrre elettricità, che potrebbe entrare in vigore dal 2027. I benefici per i consumatori, tuttavia, rischiano di essere contenuti.
Secondo un’analisi del think tank Ecco, il tetto al prezzo del gas previsto dal decreto garantirebbe un risparmio medio di circa 1,4 euro al mese, pari a 17 euro all’anno. Una cifra contenuta se confrontata con gli aumenti registrati negli ultimi mesi: da febbraio, secondo la stessa analisi, la bolletta sarebbe cresciuta di oltre 30 euro al mese. Il meccanismo prevede un prezzo del gas intorno ai 59 euro per megawattora per un periodo compreso tra 12 e 18 mesi, ma il beneficio non si tradurrà in uno sconto equivalente alla differenza rispetto alle quotazioni di mercato.
Gas, quanto costerà alle famiglie durante l’inverno
A preoccupare i consumatori sono soprattutto i costi del riscaldamento nei mesi più freddi. Secondo uno studio del Codacons, ai prezzi attuali del mercato libero una famiglia con contratto a prezzo variabile potrebbe spendere mediamente circa 860 euro per la bolletta invernale del gas. La spesa scenderebbe invece a circa 630 euro per chi ha sottoscritto un’offerta a prezzo fisso per 12 o 24 mesi. Le differenze dipendono dai consumi, dalle condizioni climatiche e dalle tariffe applicate dai fornitori. Le spese più elevate si registrerebbero in Valle d’Aosta e Trentino-Alto Adige, dove potrebbero superare i 1.300 euro. Seguono Lombardia, con circa 1.180 euro, e Veneto, con 1.095 euro. Tra le regioni meno costose figurano invece Sicilia e Campania, con una spesa stimata rispettivamente di circa 487 e 494 euro. A incidere sono soprattutto le differenze climatiche e i diversi livelli di consumo.
Bollette più care anche per bar, alberghi e negozi
L’aumento dei costi energetici riguarda anche le attività economiche. Secondo l’Osservatorio energia di Confcommercio, nel terzo trimestre del 2026 la spesa elettrica delle imprese del terziario è salita a 3,8 miliardi di euro. Gli aumenti più significativi hanno interessato bar, con un rincaro del 133%, alberghi (+68%) e grandi superfici commerciali (+67%). Per Confcommercio è quindi urgente intervenire per ridurre i costi energetici e sostenere la competitività delle imprese.
Confcommercio guarda però con favore all’ipotesi di un tetto al prezzo del gas fissato a 58,9 euro per megawattora, ritenendo che possa contribuire a contenere i rincari e ridurre le bollette fino al 10%.
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