
Secondo giorno di apertura per le banche cipriote, dopo la serrata di quasi due settimane decisa per evitare fughe di capitali durante la difficile trattativa per il salvataggio di Nicosia.
Non si sono registrate tensioni agli sportelli degli istituti di credito, con piccole file di clienti che attendono tranquilli di ritirare i loro liquidi, con un prelievo massimo quotidiano fissato dalle autorità a 300 euro al giorno per evitare una corsa dei correntisti a svuotare i depositi, dopo il prelievo forzoso imposto sui conti superiori ai 100 mila euro, che avrebbe messo le banche in ginocchio.
“Cipro non ha nessuna intenzione di staccarsi dall’unione monetaria, e la situazione nell’isola, nel secondo giorno di riapertura delle banche dopo l’approvazione del piano di salvataggio, appare contenuta”, ha spiegato durante una conferenza stampa il presidente cipriota, Nicos Anastasiades. “Non abbiamo intenzione di lasciare l’euro”, ha aggiunto Anastasiades. “Non faremo alcun esperimento con il futuro del nostro paese”.
La situazione resta delicata e potrebbe ricevere un’altra scossa: le banche avrebbero condonato milioni di crediti ad alcuni politici e società collegate a parlamentari ciprioti. Il quotidiano greco Ethnos ha anche pubblicato una lista dei prestigiosi nomi coinvolti. Il giornale Kathimerini riferisce che gli istituti coinvolti sarebbero Bank of Cyprus, Laiki Bank e Hellenic Bank. La Bank of Cyprus, ad esempio, avrebbe cancellato un prestito da 2,8 milioni di euro garantito a un albergo collegato al partito comunista Akel. Ad un noto parlamentare del partito Disy sarebbero stati “abbuonati” 1,83 milioni di euro. Coinvolto anche il fratello di un ex ministro. Anche Laiki Bank sarebbe stata generosa con i politici dell’isola, cancellando debiti comlpessibi per 5,8 milioni.
