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Economia
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Il rischio contagio è marginale, ma Cipro rappresenta comunque "un precedente". Il pericolo che alle banche sia applicato il metodo-Nicosia, con tanto di prelievo forzoso, è lontano ma non inesistente: per questo Morgan Stanley, in un report di cui Affaritaliani.it ha preso visione,  guarda con interesse agli investimenti in banche con capitale denominato non in euro e che hanno avviato forti ristrutturazioni. Occhi puntati dunque su  Ubs, Bnp, Barclays e sulla belga Kbc. Al contrario, tra gli istituti "poco gettonabili" c'è l'italiana Mps.

Cipro ha messo scompiglio, ma tutto sommato il movimento di capitali si è dimostrato contenuto: il deflusso di depositi da Nicosia era già iniziato a febbraio e probabilmente, scrive Morgan Stanley,  arriverà al suo picco a marzo. Nei Paesi sotto pressione, come Spagna e Portogallo, i depositi delle famiglie "sono sicuri". Gli Stati che hanno adottato misure di austerità hanno inciso nelle tasche dei cittadini. Ma per le altre famiglie, i depositi bancari sono aumentati rispetto a un anno fa: il segno che spesso i correntisti sono più razionali degli stessi mercati.

Per quanto la situazione sembri sotto controllo, Morgan Stanley non tace possibili rischi futuri. La sorte degli istituti continua ad essere legata a doppio filo a quella dei debiti sovrani. Irlanda e Grecia sono la prova che l'epicentro del sisma economico può generarsi nelle casse dello Stato per ripercuotersi sulle banche (come è successo in Grecia) o andare nella direzione opposta (come in Irlanda). In attesa che prenda il via il sistema unico di vigilanza bancaria, gli investitori si muoveranno con circospezione. A guidare le loro scelte, prevedono gli analisti, più che le dimensioni del sistema bancario rispetto a quelle dell'economia del Paese (il riferimeto è all'ipertrofico sistema ciprioti) sarà la quaità degli asset. Per questo, tra gli Stati sotto pressione, gli analisti puntano più sulle banche spagnole che su quelle italiane, "i cui fondamentali tenderanno a deteriorarsi indipendentemente dallo stallo politico in corso". Per questo motivo, le banche "promosse" da Morgan Stanley sono  lontane dal Mediterraneo. Hanno come caratteristica comune quella di aver avviato "impressionati" misure di ristrutturazione e consolidamento. E il loro capitale non in euro le mette parzialmente al riparo dalle tensioni generate dalla crisi del Vecchio continente. Ubs, Bnp, Kbc e Barclays promettono dividendi "significativi".

Ma se gli affari sono per ora lontani dal mare nostrum, anche per il sud Europa i rischi restano limitati: solo una massiccia ricapitalizzazione degli istituti cui lo Stato non riuscisse a far fronte potrebbe far saltare il banco. Una prospettiva che, per ora, non sembra essere all'orizzonte. Per gli analisti di MS, quindi, Cipro è "un precedente pericoloso", ma anche "un caso isolato". Per non correre rischi, Bruxelles ha messo l'isola in quarantena. "Fino a quando l'Ue continuerà a mantenere stretti i controlli sul sistema bancario di Nicosia, non si potrà considerare Cipro un Paese membro dell'Unione a pieno titolo".

twitter@paolofiore

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morgan stanleyciprobanche
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