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Economia
Dijsselbloem draghi 500


"Dijsselbloem ha sbagliato a dire quello che ha detto". Dalla Bce, per bocca di Benoit Coeure, banchiere del Comitato Esecutivo dell'Eurotower, arriva una reprimenda per il presidente dell'Eurogruppo, le cui incaute dichiarazioni sulla ristrutturazione delle banche cipriote come "modello" per future crisi nell'Eurozona avevano scatenato ieri il panico tra gli investitori e affondato i listini azionari internazionali.

"L'esperienza di Cipro non è un modello per il resto dell'Eurozona perchè la situazione aveva raggiunto un livello incomparabile a qualsiasi altro Paese", ha aggiunto Coeure in un'intervista alla radio Europe 1, riferendosi al sovradimensionamento del settore bancario del paese rispetto al suo Pil.

A Nicosia gli asset riferibili al comparto del credito sono infatti pari a sette volte il Pil. Dati impressionanti, ma che non costituiscono affatto un primato nell'Eurozona. Secondo un recente studio della Berenberg Bank, l'isola è superata da ben tre altri paesi dell'area euro: Malta e Irlanda, dove gli asset bancari sono pari a circa otto volte il Pil, e Lussemburgo, dove il settore del credito ha un peso pari addirittura a venticinque volte l'economia del Paese.

La Bce doveva intervenire in questo modo essendo l'istituto a cui, nel progetto dell'Unione Bancaria, saranno affidate la vigilanza e i poteri d'intervento sui bilanci degli istituti di credito del Vecchio Continente per ripristinarne lo stato di salute. Parole che hanno rincuorato gli operatori finanziari e fatto tornare la fiducia sulle borse europee. Francoforte avanza dello 0,11% a 7.879,67 punti e Parigi dello 0,55% a 3.748,64 punti. Londra cresce dello 0,35% a 6.400,87 punti. Crolla invece la Borsa greca, zavorrata da timori di ricadute negative del piano di salvataggio di Cipro appena concordato dall'Eurogruppo mentre la banca ellenica Piraeus Bank ha firmato un accordo per l'acquisizione delle filiali greche dei tre maggiori istituti ciprioti, per 524 milioni di euro in contanti. L'operazione, orchestrata dal fondo di salvataggio bancario di Atene, ha l'obiettivo di mettere i fondi depositati presso le tre filiali, che insieme equivalgono al 10% del mercato del credito greco, al riparo dai prelievi forzosi imposti a Cipro dalle autorità europee in cambio degli aiuti economici.

A metà giornata, infine, la Finlandia è tornata a gettare benzina sul fuoco con il primo ministro finlandese, Jyrki Katainen, che ritiene anch'egli che il caso Nicosia debba fare scuola. "Secondo me l'unione bancaria nel suo complesso dovrebbe includere l'idea del 'bail-in'", ha affermato Katainen durante un seminario, "Tutta l'Europa dovrebbe tornare a una normale economia di mercato, con i proprietari e gli investitori che si accollano le perdite qualora una banca fallisca". Parole che hanno pesato sulla chiusura di Piazza Affari, che cede lo 0,95%, a 15.495,92 punti.
 

 

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