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Economia

 

Di Dario Tiengo

Notizia 1. La pressione fiscale è stata nel terzo trimestre 2014 pari al 40,9%, 0,7 punti percentuali in più rispetto allo stesso periodo 2013. Lo rende noto l’Istat. Nei primi tre trimestri il peso del fisco è stato del 40,7%, in calo di 0,2 punti percentuali rispetto al medesimo periodo del 2013. La diminuzione è stata concentrata nei primi due trimestri.
 
Notizia 2. Il calo dello spread si fa sentire sulla spesa per interessi sul debito. Secondo i dati Istat sul terzo trimestre 2014 sull’indebitamento delle amministrazioni pubbliche, le spese per interessi passivi sono diminuite tra luglio e settembre del 7,8%. In aumento invece le prestazioni sociali in denaro che, con il bonus da 80 euro, sono salite del 4,1%. Complessivamente le uscite totali del trimestre sono aumentate dello 0,8% rispetto allo stesso periodo del 2013
 
Notizia 3. Prende corpo l’ipotesi che il Parlamento valuti una proroga di tre-sei mesi alla data del 27 marzo per la  presentazione dei decreti attuativi della delega fiscale da parte del  governo. Il Mef, Ministero dell’Economia lavora alacremente, con il supporto della commissione Gallo, agli schemi dei provvedimenti, in linea con l’intenzione del premier Matteo Renzi e del ministro Pier Carlo Padoan di accelerare sulla riforma e approvarne una parte importante al Cdm del 20 febbraio. Ma per concluderne l’attuazione servirebbe più tempo, da qui la quasi certezza di uno slittamento dei  termini fino a settembre. Intanto il lavoro al Mef procede a stretto contatto anche con i tecnici di Palazzo Chigi, in vista del Cdm chiamato ad approvare la versione ‘corretta’ del decreto sull’abuso di diritto, finito nell’occhio del ciclone per la norma ribattezzata salva-Berlusconi che fissava al 3% la soglia di non punibilità per i reati fiscali a beneficio dunque dei maxi-evasori. Per sciogliere il nodo si dovrebbe seguire la prassi già in uso oltreconfine: il mantenimento del tetto di rilevanza penale al 3% del reddito evaso, ma con la differenza che non sarà applicato alle dichiarazioni fraudolente e alle fatturazioni false, che resteranno punibili penalmente.
 
L’attentato di Parigi occupa giustamente le prime pagine di questi giorni, compresa la nostra. Un’occhio all’economia e alla politica però non guasta. I dati delle prime due notizie sono eloquenti e disegnano una situazione che prefigura comunque un inizio anno difficile, fatto peraltro di cui tutti ci accorgiamo quotidianamente. Per quanto riguarda i decreti attuativi delle delega fiscale da parte del governo e l’ipotesi di rinvio, le perplessità sono molte. Già non si comprendeva il rinvio al Consiglio dei Ministri del 20 febbraio quando il riesame e la correzione poteva essere fatta in tempi molto più brevi, ma la possibilità che il rinvio sia di tre-sei mesi è ancora più sconcertante. Qualcuno in questo caso, deve spiegare la distanza fra tempi tecnici e tempi politici. Perchè aihmè sembra proprio che siano i secondi a comandare a dispetto delle enunciazioni di principio. E intanto le imprese aspettano per recuperare almeno parte della competitività perduta.

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