A- A+
Economia

Di Andrea Deugeni

"A chi mi riferivo quando nella mia relazione ho detto di non volere in Parlamento delinquenti, ma neanche delle persone improvvisate? A tutti quei deputati che, concedendo interviste, hanno dimostrato di non conoscere nemmeno la lettera della carta costituzionale o il funzionamento del processo parlamentare". Risponde così Jacopo Morelli, presidente dei Giovani di Confindustria ad Affaritaliani.it dopo esser stato avvicinato durante il tradizionale convegno dei Giovani di Confindustria. Appuntamento che ogni anno a giugno si tiene all'Hotel Miramare di Santa Margherita Ligure. Una due giorni in cui i lavori, dopo esser stati aperti dal numero uno dei baby di Viale dell'Astronomia, hanno visto oggi anche la partecipazione del ministro del Welfare e delle Politiche Sociali Enrico Giovannini e del presidente della Camera Laura Boldrini.

Dalle parole del trentacinquenne imprenditore toscano succeduto a Federica Guidi non si può non pensare ad alcune interviste radiofoniche rilasciate da alcuni parlamentari grillini. "Ma, non sono soltanto gli appartenenti al Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo", specifica ad Affari Morelli. "Sono purtroppo trasversali", aggiunge. "Appartengono anche ad altri schieramenti ed il motivo è da ricercarsi nel fatto che il nostro Paese ha una legge elettorale che chiama i cittadini a ratificare invece che a scegliere", spiega ancora. "Mentre elezione, anche etimologcamente, significa scegliere", sottolinea, concludendo.

santa margherita 3Jacopo Morelli, presidente dei Giovani di ConfindustriaGuarda la gallery di Santa Margherita - FOTO DI ANDREA DEUGENI

 

E' un discorso appassionato quello di Morelli rivolto alla platea di imprenditori under 40, discorso che serve per aprire un convegno dal titolo particolare: "Scateniamoci. Liberiamo l'Italia da vincoli e catene". Un gioco di parole per colpire gli interlocutori, perchè i numeri che Morelli snocciola nella sua relazione sono impietosi e richiedono una "reazione immediata: 3,8 milioni di posti di lavoro persi in 5 anni a causa di una contrazione della produzione industriale del 12%. Disoccupazione giovanile al 40,5% che sale di dieci punti al Sud e Pil atteso ancora in calo a fine anno". Una situazione in cui "si è allargato il varco della disuguaglianza" e l'ascensore sociale ha smesso di funzionare: "Solo l'8,5% dei figli di operai diventa imprenditore, dirigente o libero professionista". Come uscirne? In primis, Morelli chiede riforme per i giovani e per quei "disoccupati a bassa scolarizzazione: 1,3 milioni che potrebbero trovare impiego se il carico fiscale e contributivo fosse azzerato almeno per i primi cinque anni". Ecco la nota dolente per gli industriali: le tasse. "Non è tollerabile che chi fa impresa alla luce del sole paghi tasse fino al 70% del reddito", spiega Morelli. Alla fine, ci rimette la competitività: "Se su 100 euro di profitti, il fisco ne lancia 32, mentre all'estero dai 52 ai 65, è difficile vincere la sfida della concorrenza e autocapitalizzarsi", aggiunge. E tuona contro la classe politica: "Promettere di occuparsi di lavoro e crescita, ostinandosi ad ignorare la competitività dell'Italia, è peccare d'ignoranza o malafede".

La ricetta per risollevare le sorti dell'economia italiana per Morelli è semplice e soprattutto "realizzabile in pochi anni". "Serve l'etica", perché "120 miliardi di evasione fiscale sono una ferita e altri 60 di corruzione sulle spalle del nostro Paese sono un macigno". Poi, deve "rinascere la fiducia nel futuro", perché "nessun imprenditore può lavorare se non ha sicurezza e mancano leprospettive". Poi, ancora, il merito, la coerenza e l'innovazione. Al lato pratico, gli strumenti, consigli per il neo premier Enrico Letta, sono: "Un reddito minimo a tempo per i disoccupati condizionato all'attiva ricerca di lavoro e alla formazione professionale. Una revisione della spesa corrente che la diminuisca dell'1%, per cinque anni, al netto degli interessi", misura che consentirebbe di "liberare quasi 11 miliardi. Dalla alienazione del patrimonio pubblico improduttivo e delle partecipate, poi, potrebbero arrivare almeno altri 16 miliardi". Infine i costi della politica, ultimo anello di una lunga catena di vincoli da cui Morelli invita a liberarsi: "Dal dimezzamento del numero dei parlamentari si potrebbero ottenere 140 milioni annui e dalla cancellazione delle Province fino a 2 miliardi". Insomma, "le risorse non mancano. Non prendiamoci in giro".

Tags:
confindustriamorellim5s

i più visti

casa, immobiliare
motori
Ford ed Herme testano i veicoli a guida autonoma per le consegne a domicilio

Ford ed Herme testano i veicoli a guida autonoma per le consegne a domicilio


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.