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Economia
Confindustria presenta il rapporto sull'Industria 4.0: 10 mld di investimenti

Si è tenuto oggi presso la sede di Assolombarda a Milano la presentazione del rapporto “Dove va l’industria italiana” presentato dal Centro Studi Confindustria (CSC).

Il rapporto ha evidenziato come la manifattura mondiale stia uscendo da una lunga fase di sviluppo, avvenuta nel segno della globalizzazione, che aveva visto affermarsi a livello mondiale una visione multilaterale degli scambi internazionali e la progressiva liberalizzazione dei mercati. L’uscita da tale fase ha posto le economie industriali di fronte a percorsi del tutto inediti.

Ad oggi, l’Italia si afferma ancora come la settima potenza manifatturiera del mondo - nonostante la concentrazione dei livelli di attività subita negli anni della crisi. Tuttavia, essa si colloca di fronte a un contesto enormemente mutato, il cui sostegno garantito fin qui dalla domanda internazionale rischia di ridimensionarsi, riproponendo la questione irrisolta di un mercato interno strutturalmente debole.

In questo quadro, come emerge dal rapporto, spicca la persistente debolezza della domanda di investimento, penalizzata dal crollo della componente pubblica dedicata alle infrastrutture. La stessa componente privata, pur sostenuta dalle politiche di incentivazione alla trasformazione della manifattura in chiave 4.0., risente a sua volta del clima di crescente incertezza, sia sul piano economico, sia su quello politico.

“Il rapporto presentato oggi mostra come l’industria italiana si stia sviluppando seguendo i driver globali di sviluppo, in particolare la digitalizzazione e la sostenibilità - ha commentato ad Affaritaliani.it Marcella Panucci, Direttore Generale di Confindutria - Siamo un’industria virtuosa che ha spesso cambiato pelle e che negli ultimi anni ha puntato sull’innovazione, sulla Ricerca e sullo sviluppo di nuovi prodotti e se rvizi. Lepolitiche messe in campo dagli ultimi Governi sono stati importanti, in particolare Industria 4.0, un ottimo metodo di lavoro che ha utilizzato misure utili per le nostre imprese. Adesso è importante capire cosa sta succedendo: il rapporto di Centro Studi Confindustria fornisce spiegazioni a riguardo e trae conclusioni in materia di politiche da mettere in campo sia a livello europeo che italiano".

VIDEO: Panucci, Confindustria: "L'Italia in sviluppo grazie a sostenibilità e digitalizzazione"

Dove va l'industria italiana: la digitalizzazione

Il processo di digitalizzazione della manifattura è comunque avviato. L’Italia, anche se in ritardo rispetto agli altri principali Paesi europei, si è dotata dal 2016 di una strategia di medio-lungo periodo in linea con le best practice internazionali, una novità perseguita con l’obiettivo di accrescere il grado di competitività del sistema manifatturiero e che ha trovato nel Sistema Confindustria una sponda importante, con la costituzione di 22 Digital Innovation Hub sparsi tutto il territorio nazionale. Ad essi, è affidato il compito di sensibilizzare le imprese sulle opportunità legate a Industria 4.0, di orientarle verso i soggetti che offrono innovazione e di fornire loro supporto nell’accesso a strumenti di finanziamento pubblici e privati.

“L’industria italiana parte da buoni fondamenti: siamo la seconda manifattura d’Europa, la settima del mondo grazie alle nostre numerose aziende d’eccellenza, ma ci troviamo di fronte a due grandi sfide - ha dichiarato ai microfoni di Affaritaliani.it Andrea Montanino, Capo Economista Confindustria - La prima è quella del commercio internazionale, che ci interroga sulle nostre sorti da Paese esportatore relativamente al tema dei dazi. La seconda sfida è quella digitalizzazione: molte imprese hanno iniziato a rendersi più moderne, ma c’è una buona parte di esse che deve ancora fare questo passaggio".

In vista delle imminenti Elezioni Europee, Montino ha aggiunto: "Ciò che accadrà con le Europee determinerà se l’Europa imboccherà la strada dell'integrazione e dell'interdipendenza, che già in parte ha intrapreso, o se si tornerà a una maggiore divisione. Poiché il mercato europeo è il nostro mercato di riferimento, è nostro interesse nazionale fare sì che il mercato unico sia sempre più unico e integrato".

VIDEO: Montanino, Confindustria: "Necessaria digitalizzazione di tutte le aziende italiane"

Industria 4.0: l'iper-ammortamento

La principale misura con cui il Governo italiano ha sostenuto in questi anni gli investimenti in beni strumentali alla trasformazione digitale delle imprese è stata l’iper-ammortamento. Le stime del Centro Studi di Confindustria e del Dipartimento Finanze del Ministero delle Finanze sull’ammontare degli investimenti agevolati dalla misura in vigore nel 2017, mostrano che la misura ha riscosso un grande successo da parte delle imprese italiane, con circa 10 miliardi di euro spesi per i macchinari e le attrezzature 4.0.

Alberto Dossi, Vice Presidente di Assolombarda, ha approfondito ai microfoni di Affaritaliani.it: il tema dell'iper-ammortamento: “Il rapporto di Confindustria presentato oggi sottolinea la possibilita dell’industria italiana di progredire nel campo digitale. Si parla di Industria 4.0: l’industria italiana sta percorrendo la via dell’upgrading tecnologico proprio per essere competitiva sui prezzi e per riuscire ad entrare in nicchie di mercato dove vi è maggiore valore aggiunto. Dall’altra parte, bisogna continuare a incentivare il processo di digitalizzazione con l’iper-ammortamento, un importante strumento fiscale che consente una progressiva digitalizzazione e che va pertanto sostenuto. Nel rapporto è emerso un elemento interessante: l’iper-ammortamento, che inizialmente si pensava fosse dedicato esclusivamente alle grandi aziende, è in realtà ampiamente dedicato alle piccole medio imprese".

VIDEO: Dossi, Assolombarda: "Industria italiana sta vivendo fase di upgrading tecnologico"

Dal rapporto, è emerso che più dell’80% delle imprese agevolate appartiene al settore manifatturiero. In testa il comparto dei prodotti in metallo (26% degli investimenti in macchinari e attrezzature 4.0), davanti a meccanica strumentale e chimica (entrambe al 9%).

L’iper-ammortamento è stato utilizzato in netta prevalenza da imprese con domicilio fiscale nel Nord Italia (86% degli investimenti). In particolare, la Lombardia svetta (35% ) davanti a Veneto (17%) e Emilia Romagna (16%). Su livelli molto bassi d’investimento di tutte le regioni meridionali. La Sicilia è l’unica parziale eccezione: con una quota di investimenti agevolati del 3%, si colloca al pari del Friuli-Venezia Giulia nella parte alta della classifica.

Diversamente da quanto si è spesso ipotizzato, non sono state prevalentemente le grandi aziende a utilizzare la misura di incentivo fiscale. Il 96% dei beneficiari, a cui corrisponde il 66% degli investimenti incentivati, è composto da imprese con meno di 250 dipendenti, ossia piccole e medie imprese. Il 35% degli investimenti 4.0 è addirittura riferibile a imprese con meno di 50 dipendenti.

 

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