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Economia

 

 

sportello bancario

Ben 180 euro di risparmi. Certo, il confronto è un puro esercizio contabile, perché vengono messi a comparazione profili diversi, come quello di un giovane studente e quello di un ricco professionista che investe sui mercati internazionali. Ma se confrontano i diversi "listini" delle banche italiane dei conti correnti, si scopre che la differenza fra il conto corrente più costoso e quello più conveniente è di ben 180 euro. La denuncia arriva dall'Antitrust che in ha sottolineato come il gap sia ancora il frutto della presenza di "ostacoli al pieno dispiegarsi della concorrenza nel settore bancario che impediscono una riduzione dei prezzi a vantaggio del consumatore finale e un aumento della mobilità della domanda".

Secondo l'Antitrust "negli ultimi anni si è assistito ad alcuni cambiamenti nelle politiche adottate dagli operatori e, sotto alcuni profili, ad una evoluzione anche più competitiva del settore: si è infatti assistito a modifiche della struttura di mercato e del contesto concorrenziale (numerose le operazioni di concentrazione che hanno coinvolto diversi istituti di credito) e hanno inoltre prodotto i loro effetti le riforme della normativa secondaria in materia di trasparenza ed informativa sui servizi bancari. L'entità di risparmio ottenibile passando da un conto all'altro dimostra però che ci sono ancora spazi per ridurre i costi dei conti correnti. Si tratta tuttavia di spazi che i risparmiatori non riescono a sfruttare, perche' privi delle informazioni necessarie che vanno invece rese disponibili da parte delle banche, anche introducendo vincoli normativi e regolatori.

 

Euro

Occorre intervenire, secondo l'Antitrust, anche sulle lentezze nella chiusura di un conto per aprirne un altro: per quanto i tempi si siano ridotti, è sufficiente avere una carta di credito o la Viacard per vederli dilatare anche fino a 37 giorni. Vanno infine scissi i legami tra conti correnti e altri prodotti. Dall'indagine, avviata nel marzo del 2011 per verificare l'evoluzione dei costi dei conti correnti rispetto al 2007, anno della precedente indagine in materia, emergono prezzi in calo solo per talune tipologie di correntista e per determinati periodi. Il campione dell'indagine è costituito da 52 banche e oltre 14.500 sportelli, con una rappresentatività pari al 44% in termini di sportelli. I costi sono stati misurati su sei diversi profili di correntista attraverso l'indice sintetico di costo, strumento informativo che rende agevole e immediato per i consumatori effettuare la comparazione del prezzo per la tenuta di conti correnti differenti.

Una sostanziale riduzione dei prezzi mediani, relativamente ai conti allo sportello, si e' verificata esclusivamente per i giovani (-19%) mentre una discesa meno rilevante si e' registrata per le famiglie e i pensionati con operativita' minore, rispettivamente -2,8% -3,6%), anche se considerando il valore assoluto dell'ISC, tali diminuzioni non risultano essere di particolare rilievo. Anche per le restanti tipologie di consumatori i prezzi mediani risultano invariati, infatti le variazione rispetto al 2007 sono inferiori all'1%. Al contrario i costi salgono, soprattutto per alcuni profili, nelle banche di maggiori dimensioni, dove si concentra il 70% dei conti correnti.

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