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Economia
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E' normale che il nuovo Ceo che prende in mano le redini di una multinazionale come Generali faccia pulizia nel bilancio. Soprattutto per marcare lo stacco con la precedente gestione ("E' un bilancio di svolta", ha commentato infatti Mario Greco) e il numero uno Generali lo aveva pure preannunciato, tanto che gli analisti finanziari che seguono il titolo della compagnia assicurativa triestina non erano riusciti a produrre delle stime affidabili sull'utile netto di fine esercizio, il primo firmato dall'ex McKinsey (per metà è suo, dopo l'avvicendamento con Giovanni Perissinotto).

Ma le pulizie di primavera sulle partecipazioni e su asset del portafoglio investimenti (Afs, disponibili alla vendita, in particolare su Telco che è costata un'ennesima svalutazione di 148 milioni di euro, oltre a Rcs, Mediobanca e Intesa) della compagnia sono state più corpose di quanto atteso (circa 600 milioni in più, un conto complessivo di 1,7 miliardi). Operazione che ha depresso fortemente l'utile contabile che è sceso così dai 856 milioni del 2011 ai 90 di quest'anno.

Guardando nelle pieghe del bilancio, si capisce che però la macchina messa in moto da Greco marcia bene, perché dopo aver varato una governance funzionale alla terza compagnia assicurativa europea e risolto la spada di Damocle della put miliardaria del finanziere ceco Kellner nell'Est Europa, la gestione operativa delle Generali ha dato un risultato di 4,2 miliardi, per il 70% conseguito fuori dai confini nazionali: un +10,5% (rispetto ai 3,9 miliardi del 2011), maggiore delle attese del mercato che in media stimava 4,1 miliardi. Un risultato che, dopo una raccolta premi in crescita a 70 miliardi (+3,2%, dato già comunicato alla comunità finanziaria), si è giovato del contributo positivo sia del segmento Vita (2,7 miliardi: +9,7%) nonostante la recessione che impera nei mercati core del gruppo triestino sia del segmento Danni (1,7 miliardi: +5,6%). Ramo che ha dovuto fronteggiare alcune catastrofi (fra cui il terremoto in Emilia di maggio) e che ha avuto un impatto sul combined ratio (rapporto fra spese e sinistri) di 1,4 punti percentuali (ora a 95,7%: in leggero calo da 96,5% del 2011).

mario greco

Il buon andamento industriale si è riflesso anche nel rafforzamento patrimoniale del gruppo, patrimonio che Greco ha portato a 19,8 miliardi di euro, con un Solvency Ratio del 150% (117% a fine 2011). L'azione di pulizia sul portafoglio che è di oltre 300 miliardi di euro si è concentrata soprattutto sul quarto trimestre, quando il Ceo del Leone, dopo aver tracciato le linee di espansione della compagnia per il prossimo triennio, ha sottoposto a una seria revisione gli investimenti finanziari di tutto il gruppo, adottando criteri contabili più rigorosi in linea con quanto fatto dai diretti competitors Allianz e Axa e trasferendo a conto economico svalutazioni per 1,3 miliardi: 792 milioni sui titoli disponibili per la vendita, 148 milioni su Telco (nella parte alta della forchetta, dopo i 307 milioni del 2011), 119 milioni su finanziamenti e crediti, 56 milioni sul patrimonio immobiliare e 156 milioni su altri asset.

A Greco era stata affidata la mission di sollevare le sorti del titolo a Piazza Affari e di garantire un ritorno agli azionisti degno dei fasti passati, compito che il manager, nonostante la crisi europea del debito non abbia ancora allentanto definitivamente la sua morsa sullo spread (Generali ha titoli di Stato italiani per 59,7 miliardi su 115 complessivi di government bond) e sull'economia reale, sta portando a compimento. Ha proposto infatti una cedola (311 milioni il monte dividendi) che è in linea con quella distribuita lo scorso esercizio e che verrà staccata il 20 maggio e il titolo (che oggi corre a 12,89 euro, +5,7%) ha decisamente invertito la rotta dai minimi di giugno, quando a Trieste è stato decretato l'avvicedamento. Ora, ha anche spostato immediatamente l'asticella verso l'alto, facendo capire in conference call di voler anticipare quanto comunicato a Londra in sede di presentazione del nuovo piano industriale.

Dopo un primo trimestre da cui si aspetta "un buon risultato", l'amministratore delegato delle Generali ha detto di puntare dritto verso "un utile operativo di 5 miliardi che il gruppo ha promesso (secondo le strategie, ndr) al 2015. Dobbiamo cominciare una traiettoria", ha continuato Greco, "dai 4,2 miliardi di quest'anno per salire verso un numero che inizia con un 5 tra due anni. Pensiamo di poter iniziare quest'anno un viaggio verso un numero diverso". I dati piacciono ai mercati: il titolo corre e guadagna il 9,35%.

 

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