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Crescita, lavoro ed investimenti secondo l’opinione pubblica

Il punto di vista italiano ed europeo nel rapporto nazionale Eurobarometro standard 84.
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Cosa pensa l’opinione pubblica delle politiche riguardanti la crescita, l’occupazione e gli investimenti attuate in Italia e in Europa? Secondo il rapporto nazionale Eurobarometro Standard 84 “Opinione pubblica nell’Unione Europea”, commissionato dalla Commissione Europea, gli italiani percepiscono un miglioramento delle proprie condizioni economiche e occupazionali, ma restano cauti sulla situazione generale nel Paese e in Europa. Da una parte c’è il 53% del campione italiano che ritiene soddisfacente la propria situazione lavorativa (+4% rispetto all’ultimo sondaggio Eurobarometro di maggio 2015); dall’altra parte c’è un ristretto 28% che vede con ottimismo la condizione economica nazionale, il 10% la considera positiva mentre il 62% è scettico.

Idee chiare, invece, sul rilancio del Paese. Il 54% degli intervistati italiani e il 64% di quelli europei, ritiene che per far progredire l’economia e creare nuovi posti di lavoro si debba puntare sul settore privato, più efficace di quello pubblico. Inoltre, il 67% dei nostri connazionali ed il 58% dei cittadini UE sono favorevoli all’utilizzo dei fondi pubblici per stimolare investimenti provati in Europa. Il rapporto si sofferma, in seguito, sulle azioni intraprese in materia di immigrazione, terrorismo e politica estera, energia ed economia digitale.
In materia di immigrazione, ad esempio, continua a prevalere il consenso verso una politica comune. Quasi all’unanimità, italiani (93%) ed europei (89%) invocano ulteriori misure per contrastare l’immigrazione illegale nell’Ue, a fronte anche di una percezione prevalentemente negativa degli immigrati extraeuropei, diffusa nel 59% del campione europeo e nel 66% di quello italiano. L’immigrazione, in sintesi, è al primo posto tra le principali sfide che l’Europa deve affrontare in questo momento (49% degli intervistati), seguita da quelle per favorire l’occupazione (25%) e per migliorare la situazione economica (25%). Il terrorismo si colloca al 4° posto (20%) nella “top five” delle priorità, seguito dagli interventi di finanza pubblica (15%).