“Cari signori, il mondo sta cambiando, anzi è già cambiato. Basta fare i furbi: è arrivato il momento di investire in bellezza”. Con queste parole Brunello Cucinelli ha presentato ad una platea incredibilmente attenta l’ultima (in ordine di tempo) creatura della Fondazione Brunello e Federica Cucinelli, “Progetto per la bellezza”.
La Fondazione realizzerà tre parchi ai piedi dell’antico borgo umbro Solomeo: il Parco dell’industria, quello dell’oratorio laico, immerso in sei ettari di boschi e prati, e uno agrario con settanta ettari di orti vigneti, oliveti e frutteti. “Un naturale completamento del sogno iniziato a Solomeo” ha sottolineato lo stilista, parlando del borgo dove hanno sede la sua azienda di cachemire e le sue tante attività culturali.
Ma prima ancora del progetto, che punta a valorizzare e far tornare all’antica bellezza un angolo d’Italia come ce ne sono tanti, ciò che ha stregato ed emozionato un pubblico di cuori duri come quello dello Strehler di Milano, formato principalmente da addetti ai lavori del fashion e da analisti finanziari, sono state le parole dello stilista umanista.
Senza critiche, recriminazioni né accuse su quanto fatto e deturpato finora nel nostro Paese, Cucinelli ha mostrato appieno il suo volto positivo parlando solo di progetti, di quello che c’è da fare per “esaltare, recuperare e custodire” la bellezza. Perché, ne è convinto, la bellezza ci salverà ma solo se abbiamo radicata in noi la voglia di migliorarci.
Il discorso del re del cachemire è una sorta di manifesto dell’imprenditore illuminato che da solo potrebbe segnare una svolta storica nell’industria italiana e nella storia del Paese. Un discorso che prende forma anche grazie all’interazione con il pubblico dello Strehler e dalla presenza sul palco dell’architetto (e amico) Massimo de Vico, che Cucinelli ha definito “il suo Aristotele”. Affaritaliani.it lo ha ripreso integralmente ed è lieto di poterlo offrire ai suoi lettori.

