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Mps fa chiarezza: “Le nostre offerte irrevocabili anche se vince Intesa. Non chiuderemo gli sportelli di Bpm”

La nota dell’istituto di Siena a proposito di risiko bancario

Mps fa chiarezza: “Le nostre offerte irrevocabili anche se vince Intesa. Non chiuderemo gli sportelli di Bpm”
Luigi Lovaglio Ad di MPS

Le offerte Mps “a sconto” se calcolate prima dell’Opas di Intesa

Il controvalore del corrispettivo delle offerte di scambio lanciate da Mps su Banco Bpm e su Banca Generali sarebbe stato a sconto se calcolato prima dell’annuncio dell’Opas di Intesa Sanpaolo, che offrendo un premio del 12,5% sui valori di Borsa del Monte ha spinto al rialzo le quotazioni della banca. E’ quanto emerge dalle tabelle contenute in un comunicato diffuso da Mps su richiesta della Consob che prende a riferimento “diversi intervalli temporali” precedenti al 5 giugno restituendo così “rapporti non influenzati” dall’Opas. Sulla base dei valori di Borsa allo scorso 5 giugno, prima dell’annuncio dell’offerta di Intesa, l’Ops su Banco Bpm sarebbe stata a sconto dell’8,1% rispetto alle quotazioni di Piazza Meda e quella su Banca Generali del 3,2%.

Sulla base del prezzo medio ponderato di Mps a 1 mese, 3 mesi, 6 mesi e 12 mesi dal 5 giugno lo sconto dell’offerta su Bpm oscillerebbe tra un minimo del 5,7% e un massimo del 10,4% mentre quello su Banca Generali tra un minimo dell’1,6% e un massimo del 7,9%. Anche se non è stato “oggetto di specifica richiesta” della Consob, Mps ha ritenuto “opportuno fornire anche il dato riferito all’ultimo prezzo ufficiale disponibile”, cioè quello di venerdì scorso, “dal quale emerge un premio implicito” del 3,4% per i soci del Banco e del 12,8% per quelli di Banca Generali. “Tale dato – specifica Mps – non è depurato da eventuali effetti attribuibili esclusivamente all’Offerta” di Intesa Sanpaolo “in quanto si ritiene che la quantificazione ex post di tale componente richiederebbe assunzioni discrezionali e non osservabili”.

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Mps, Ops: “Irrevocabili anche se l’offerta di Intesa va a segno prima”

Le offerte su Banco Bpm e Banca Generali annunciate da Mps hanno “carattere irrevocabile” e “non sono subordinate al mancato perfezionamento dell’Offerta” di Intesa Sanpaolo. Per cui, anche nel caso in cui l’Opas andasse a segno prima della loro conclusione provocando un “mutamento del controllo”, questo “non determinerebbe, di per sé, la decadenza, l’inefficacia o la facoltà di revoca delle Offerte”. E’ quanto precisa Mps in una nota contenente informazioni integrative emessa su richiesta della Consob. In relazione alle offerte “resterebbero ferme le condizioni di efficacia previste dalle Offerte promosse da Bmps e le relative facoltà di rinuncia o modifica ivi previste, nei limiti consentiti dai termini delle stesse e dalla normativa applicabile, nonché le prerogative delle autorità di vigilanza”. Tra le condizioni di efficacia indicate nelle offerte, ricorda Mps, non figura il “mancato perfezionamento” dell’Opas di Intesa.

Mps “non chiuderemo sportelli Bpm né ridurremo la rete di Banca Generali”

Mps “non prevede chiusure di sportelli” in relazione all’integrazione con Banco Bpm “fatti salvi eventuali interventi” che verranno chiesti dall’antitrust e che “si ritengono comunque limitati in ragione della complementarità della rete distributiva” delle due banche. Allo stesso modo “non è previsto alcun intervento di razionalizzazione delle reti consulenziali” di Banca Generali, che il Monte mira a rendere il “baricentro” delle sue attività di wealth management. E’ quanto si legge in una nota emessa da Mps su richiesta della Consob. L’operazione su Banca Generali, spiega Mps “ha una logica di add-on”, cioè di ‘innesto’ sul Monte, “volta a tutelare la completa autonomia di business di Banca Generali e in particolare della rete di consulenti finanziari, elemento distintivo del franchise”. Quanto al Banco un’aggregazione con Mps rappresenterebbe “un’opportunità industriale e strategica di rilevante valore per entrambe” le banche e i loro soci, rispetto alla quale l’offerta del Monte “è coerente” con la proposta di fusione alla pari avanzata da Banco Bpm. “Il rafforzamento della scala operativa, la complementarietà del radicamento territoriale e della base clienti amplificano la capacità del gruppo combinato di erogare credito a famiglie e piccole e medie imprese e di accompagnare le famiglie nella gestione del risparmio, contribuendo al tessuto produttivo italiano e accrescendo la pluralità competitiva nel settore bancario nazionale”, afferma Mps.

Mps stima 1,4 miliardi di sinergie da Banco Bpm e 0,4 da Banca Generali

Mps offre, su richiesta della Consob, uno spaccato delle sinergie attese dalle operazioni su Banca Generali e Banco Bpm, confermando di aspettarsi complessivamente 1,8 miliardi di euro di sinergie, di cui 1,2 miliardi di costo e 0,6 miliardi di ricavo, a fronte di 1,9 miliardi di costi di integrazione. Per quanto riguarda il Banco, Mps stima sinergie ante imposte pari a circa 1,4 miliardi annui a regime, di cui un miliardo di costo, “principalmente riconducibili alla sovrapposizione delle funzioni centrali e delle piattaforme tecnologiche”, e 0,4 miliardi di ricavo, “derivanti dal cross-selling e dalla più ampia offerta di prodotto resa disponibile sulle reti commerciali di Bmps e Bbpm, e di funding”. Il pieno raggiungimento delle sinergie è atteso “nel 2029” mentre gli 1,5 miliardi di euro di oneri di integrazione una tantum ante imposte saranno sostenuti nel periodo 2027-2029. Quanto a Banca Generali le sinergie a regime ante imposte saranno pari a circa 0,4 miliardi di euro annui, di cui 0,2 miliardi di costo e 0,2 miliardi di ricavo e funding.

“La scala del nuovo polo Wealth Management consentirà risparmi sui costi derivanti dalla possibilità di mettere a fattor comune funzioni centrali, investimenti tecnologici, gamma prodotti e beni strumentali” mentre le sinergie di ricavo “saranno sostenute dall’espansione dell’offerta di Wealth Management del gruppo combinato e dalla distribuzione dei prodotti attraverso la rete di consulenti finanziari di Banca Generali”. Gli oneri di integrazione una tantum ante imposte, sostenuti nel periodo 2027-2029, saranno di 0,4 miliardi mentre le sinergie saranno a regime nel 2029.

Le informazioni integrative chieste da Consob includono anche gli impatti economici e patrimoniali delle due operazioni prese singolarmente, assumendo l’ipotesi di integrale adesione alle offerte e il perfezionamento della fusione con Mediobanca. Per quanto riguarda la sola operazione con Banco Bpm il rapporto costi ricavi del gruppo combinato è atteso al 37% su base pro forma rispetto al 46% della sola Mps, il ritorno sul patrimonio netto tangibile medio supererà il 18% nel 2029, l’utile per azione al 2028 crescerà di circa il 13% rispetto a quello di Mps stand-alone e il Cet1 ratio pro forma si attesterà sopra il 13% lungo tutto il piano e supererà il 15% a partire da fine 2028 in caso di riconoscimento del Danish Compromise.

Quanto a Banca Generali il cost-income del gruppo combinato è atteso al 41% su base pro forma, il Cet1 ratio pro forma al di sopra del 14,5% lungo tutto il piano (prima di qualsiasi impiego di eccesso di capitale e senza ipotizzare il riconoscimento del Danish Compromise) mentre il ritorno sul patrimonio netto tangibile medio è atteso a circa il 16% nel 2029 (stima che non riflette gli effetti positivi derivanti dall’eventuale impiego del capitale in eccesso). L’eventuale reinvestimento del capitale in eccesso di cui Mps dispone rispetto al target del 13% porterebbe a un utile per azione 2028 in crescita del 3% rispetto a quello di Mps su base stand-alone. Il reinvestimento, ipotizzato in relazione “a iniziative strategiche di crescita per il gruppo combinato, prevalentemente di finanziamento e impieghi”, rappresenta “una chiara leva strategica e industriale a disposizione della Banca alla luce della significativa posizione di capitale in eccesso su base pro forma”.