Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Cura dimagrante/ Prelios, Generali e Italcementi. Cda a dieta a Piazza Affari

Cura dimagrante/ Prelios, Generali e Italcementi. Cda a dieta a Piazza Affari

 

borsa 400 2


In tempo di vacche magre, anche i Cda piangono o quanto meno tornano a perdere “peso”, mentre le remunerazione e bonus di top manager e banchieri restano sotto i riflettori, dopo le recenti decisioni di Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, di ridursi lo stipendio di 811 mila euro (il 22%), imitato da Giovanni Berneschi e Alessandro Scajola, presidente e vice presidente di Banca Carige, che si sono tagliati il 20% il compenso annuo e dopo che ieri, in assemblea, il 31,9% dei soci Telecom Italia presenti (pari al 14,16% del capitale) ha votato contro la remunerazione degli amministratori.

Il via libera alla riduzione dei componenti del Cda (da 6 a 5) è già giunto una decina di giorni fa dai soci di It Way e, ieri, da quelli di Italcementi (gruppo impegnato in una ristrutturazione che comporterà la chiusura di 9 dei 17 impianti italiani), che vede il Cda passare da 20 a 15 dei consiglieri (di cui 8 indipendenti), mentre una decisione analoga potrebbe essere presa il 30 aprile prossimo dagli azionisti di Generali, ai quali l’attuale Cda propone di ridurre da 15 a 11-13 i posti nel board, che lo statuto della compagnia triestina prevede possa essere composto tra gli 11 e i 21 membri e che aveva toccato un massimo nel 2010 con 19 componenti, poi ridotti a 17 e poi a 15.

Che tirasse aria di cura dimagrante lo si era capito già lo scorso anno, quando l’assemblea di Prelios aveva preferito non sostituire uno dei due consiglieri vacanti, riducendo il numero di amministratori da 14 a 13 (di cui 8 membri indipendenti). Ulteriori esempi non erano mancati anche prima, come nel caso di Mediobanca, i cui azionisti fin dal 2010 avevano deliberato di ridurre il numero dei componenti del Consiglio di amministrazione da 23 a 21, non nominando nessuno al posto dei dimissionari Cesare Geronzi e Pietro Ferrero.

Se il trend dovesse proseguire il prossimo 13 maggio l’assemblea dei soci di Pirelli & C. potrebbe decidere di non procedere alla nomina di 3 consiglieri ma di optare per la riduzione del numero dei componenti lo stesso Cda (da cui a inizio marzo è uscito il numero uno di Generali, Mario Greco), ipotesi del resto contemplata nell’ordine del giorno dell’assemblea. Insomma: o attraverso “volontari” (o meno) riduzioni di stipendio, o col taglio dei numeri degli amministratori, la crisi inizia a fare capolino anche ai massimi livelli delle principali società italiane.

Luca Spoldi