Le azioni di CXMT hanno messo a segno un balzo di quasi il 500% al debutto sulla Borsa di Shanghai, attirando un’ondata di investitori spinta dalla domanda esplosiva di chip di memoria per l’intelligenza artificiale. Il titolo ha aperto a 49,50 yuan, contro gli 8,66 yuan fissati per l’IPO, portando la capitalizzazione a 3.100 miliardi di yuan: CXMT diventa così la società quotata di maggior valore nella Cina continentale, seconda solo a Tencent tra i gruppi cinesi.
L’ipo era attesa da mesi: la società ha emesso 6,688 miliardi di azioni, raccogliendo 57,9 miliardi di yuan (8,5 miliardi di dollari), la più grande operazione in Cina dai tempi di Agricultural Bank of China nel 2010. L’opzione di over-allotment potrebbe spingere la raccolta fino a quasi 10 miliardi di dollari.
Il debutto arriva a due settimane dalla maxi quotazione di SK Hynix negli Stati Uniti, che ha incassato oltre 26 miliardi di dollari. CXMT punta a espandere la capacità produttiva e la ricerca sui chip DRam, oggi utilizzati in dispositivi che vanno dai server alle fotocamere. Secondo l’analista Tilly Zhang, gran parte dei profitti deriva dai chip di fascia bassa destinati all’elettronica di consumo, mentre i big del settore si concentrano sulla memoria ad alta larghezza di banda.
La società cinese sta lavorando anche sugli HBM, la tecnologia di memoria più richiesta nei data center per l’IA. Ma resta indietro rispetto ai concorrenti globali: le restrizioni statunitensi all’export le impediscono di accedere alle macchine più avanzate di ASML, rallentando la corsa verso i chip di nuova generazione.

