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Economia
Pressione fiscale in calo al 42,1%. Su Affari il testo integrale del Def

IL TESTO INTEGRALE DEL DEF 2021: 180 PAGINE

 

LA RELAZIONE AL PARLAMENTO

 

LA NOTA METODOLOGICA

 

"A distanza di oltre un anno dal diffondersi della pandemia nel Paese, il sistema economico, al netto delle interruzioni operative, sembra aver raggiunto una forma di coesistenza con il virus. Come evidenziato in recenti analisi, si riscontra una maggiore resilienza dell'economia, verosimilmente riconducibile anche alla capacita' di adattamento degli operatori, sia sul piano delle scelte produttive e organizzative che su quello dei comportamenti sociali". E' quanto si legge ne Documento di economia e finanza varato ieri dal Consiglio dei ministri nella parte riservata alle prospettive sull'economia italiana. "Parallelamente le misure restrittive, anche nelle loro forme piu' stringenti, appaiono meno nocive per l'attivita' economica di quelle della prima fase dell'emergenza", prosegue.

Sono 22 i disegni di legge collegati alla decisione di bilancio del governo a completamento della manovra di bilancio 2022-2024. E' quanto si legge nel Documento di economia e finanza varato ieri dal Consiglio dei ministri. Si va dal Ddl in materia di riforma degli ammortizzatori sociali a quello sui trasporti e mobilita'; dal Ddl recante misure di attuazione del Patto per la salute 2019-2021 e per il potenziamento dell'assistenza territoriale al Ddl delega sulla riforma giustizia tributaria e della riforma fiscale. In elenco anche il Ddl in materia di salario minimo e rappresentanza delle parti sociali nella contrattazione collettiva, la legge quadro per le disabilita', disposizioni per l'attuazione dell'autonomia differenziata, il riordino del settore dei gichi, il Ddl per la revisione organica degli incentivi alle imprese. Ddl recanti disposizioni in materia di spettacolo, industrie culturali e creative per il libro, il Ddl di revisione del Testo Unico dell'ordinamento degli enti locali.

Spazio anche al Disegno di legge per il riordino della disciplina in materia di prevenzione della corruzione, obblighi di pubblicita', trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, implementazione delle forme di raccordo tra Amministrazioni centrali e regionali, anche la fine della riduzione del contenzioso costituzionale, la revisione del Testo Unico dell'ordinamento degli enti locali e il Ddl sulle misure per l'efficienza della giustizia mediante il potenziamento dei sistemi del processo telematico civile, penale e minorile. Tra i ventidue collegati anche il Ddl su semplificazione e riordino in materia di start-up e PMI innovative, quello per lo sviluppo delle filiere e per favorire l'aggregazione tra imprese e per la revisione del codice della proprieta' industriale. Presente anche il disegnodi legge in materia di sostegno e valorizzazione dell'agricoltura e della pesca, quello per l'aggiornamento e il riordino della disciplina in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Infine il disegno di legge sulle lauree abilitanti e il riordino del settore dell'alta formazione artistica, musicale coreutica.

La pressione fiscale scendera' di un punto percentuale rispetto al 2020, collocandosi al 42,1 per cento del Pil. E' quanto si legge nel Documento di economia e finanza nel quale si stima che a legislazione vigente, dal lato delle entrate, il gettito tributario in rapporto al Pil e' atteso scendere progressivamente nell'anno in corso e nei tre successivi, passando dal 29% del 2021 al 28,5% nel 2024. Nel 2022, la pressione fiscale dovrebbe calare al 41,9% e al 41,8% nel 2023 per raggiungere il 41,6% del Pil nel 2024. Al netto dell'erogazione del beneficio dei 100 euro mensili, la pressione fiscale passerebbe dal 41,3% del 2021 al 40,9% nel 2024. Il trend del gettito tributario, si legge nel documento, riflette, oltre alla totale disattivazione degli aumenti Iva e delle accise a partire dal 1 gennaio 2021, gia' considerata nei precedenti documenti di programmazione, anche le misure fiscali della legge di bilancio 2021 che comprendono, fra l'altro, la messa a regime del taglio del cuneo fiscale, ovvero il cosiddetto bonus 100 euro, e l'estensione ai lavoratori autonomi e agli incapienti dell'assegno unico per i figli a carico. Anche per effetto di "queste riduzioni del carico tributario per le famiglie", sottolinea il governo, le imposte dirette in rapporto al Pil scenderanno di circa 0,7 punti percentuali nel 2021, collocandosi al 14,6% del Pil, e quindi al 14,2% nel 2022, rimanendo stabili su questo livello fino al 2024. Le imposte indirette in rapporto al Pil sono previste, invece, salire al 14,3% del Pil nel 2021 dal 13,9% registrato nel 2020, per effetto principalmente della ripresa economica e rimarranno sostanzialmente stabili in rapporto al Pil negli anni successivi. I contributi sociali in rapporto al Pil caleranno dal 13,8% del 2020 al 13,1% nel 2021, per poi risalire lievemente al 13,3% e mantenersi a un livello pari al 13,2% nel 2024. Nel 2021, i contributi sociali si ridurranno dello 0,4% rispetto al 2020 per effetto, fra l'altro, delle misure previste a normativa vigente sull'anno. Nel 2022, si prevede dapprima un rimbalzo dei contributi sociali, pari a +7,3 per cento rispetto al 2021, e quindi il ritorno a una crescita media del 2,% nel biennio 2023-2024, in linea con la dinamica degli occupati e dei redditi da lavoro prevista nel quadro macroeconomico.

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