Che il Mef, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in questo momento sia particolarmente impegnato nella partita che riguarda il risiko bancario è evidente a tutti. Soprattutto se ci si sofferma su questa nuova e “irresistibile” voglia di smentire ogni caso. Ma che cosa sta succedendo? Riavvolgiamo un attimo il nastro.
LEGGI ANCHE: BancoBpm-Crédit Agricole, il 3 luglio i francesi arrivano in Italia da Giorgetti. Ma il Mef smentisce
Il 25 giugno il nostro giornale pubblica l’indiscrezione sull’arrivo, il 3 luglio, dei vertici di Crédit Agricole al Mef per discutere il dossier Banco Bpm. Un incontro che, secondo le ricostruzioni, avrebbe l’obiettivo di superare le ultime resistenze politiche all’ingresso dei francesi nel capitale. 24 ore dopo arriva la risposta del Mef: nessuna richiesta di appuntamento, ma se ci fosse stata-si legge nella nota- l’incontro sarebbe stato fissato “compatibilmente con gli impegni di agenda”, come avviene per tutti gli istituti che chiedono un confronto con il ministro.
Ieri, stesso copione. Secondo il Giornale, il Tesoro sarebbe pronto a collocare sul mercato il 4,86% residuo di Mps, che ha un valore teorico di circa 1,6 miliardi di euro. Fonti del Mef definiscono “non vera” l’ipotesi di una cessione imminente. Oggi, però, il quotidiano rilancia: l’Abb (Abb-Accelerated Bookbuilding), ovvero il collocamento accelerato, potrebbe scattare entro l’8 luglio.
Chi avrà la verità in tasca? In questi casi vale forse il “vecchio” detto: “una smentita è una notizia data due volte”?

