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Danni da grandine: chi paga auto, tetti, finestre e come chiedere il rimborso

Auto ammaccate, tetti e finestre danneggiati dalla grandine. Quali polizze coprono i danni e come chiedere il rimborso

Danni da grandine: chi paga auto, tetti, finestre e come chiedere il rimborso
Grandine

I danni da grandine non sono coperti automaticamente dalla normale Rc auto o da una polizza casa di base. Il rimborso spetta a chi ha sottoscritto una garanzia per eventi atmosferici, nei limiti di franchigie, scoperti e massimali previsti dal contratto. Qui le previsioni meteo di oggi 20 luglio 2026.

Danni da grandine: auto ammaccate, cosa copre l’assicurazione

La violenta grandine caduta nell’area milanese e in Brianza ha danneggiato carrozzerie, parabrezza, lucernari, tetti e strutture esterne. Tra le zone interessate risultano diversi comuni lungo l’asse del Seveso, tra cui Cesano Maderno, Limbiate, Ceriano Laghetto e Solaro.

Per le automobili, la Rc obbligatoria copre i danni provocati ad altre persone o veicoli durante la circolazione. Non rimborsa le ammaccature, i vetri rotti o i danni subiti dalla propria macchina a causa della grandine.

È necessaria una garanzia accessoria denominata “eventi atmosferici”, “eventi naturali” o “calamità naturali”. Alcuni contratti includono soltanto determinati fenomeni e possono richiedere che l’evento sia certificato da un’autorità o rilevato da una stazione meteorologica.

La polizza cristalli può coprire parabrezza, lunotto e finestrini, ma non le ammaccature sulla carrozzeria. Occorre verificare se il danno è trattato attraverso la garanzia cristalli o quella per eventi naturali.

Danni da grandine: tetti, finestre e pannelli solari

Per gli immobili bisogna controllare la sezione della polizza casa dedicata agli eventi atmosferici. La copertura può comprendere tegole, coperture, finestre, persiane, tende, pannelli fotovoltaici e infiltrazioni direttamente collegate alla rottura provocata dalla grandine.

Non tutte le polizze rimborsano i beni collocati all’esterno. Gazebo, arredi da giardino, tende e serre possono essere esclusi oppure assicurati con un massimale separato.

Nei condomini, il tetto e le parti comuni possono rientrare nella polizza globale fabbricati sottoscritta dall’amministratore. Finestre, tapparelle e beni presenti all’interno dell’appartamento restano normalmente collegati alla copertura del singolo proprietario.

Quando un’infiltrazione dipende dalla mancata manutenzione preesistente, la compagnia può ridurre o negare il rimborso. Il perito deve distinguere il danno provocato direttamente dalla grandinata da quello legato all’usura.

Danni da grandine: come presentare la denuncia

Il primo passaggio consiste nel fotografare i danni da più angolazioni prima di spostare, pulire o riparare i beni. Per le auto sono utili immagini della targa, dell’intero veicolo e delle singole parti colpite.

La denuncia va inviata alla compagnia nei tempi indicati dal contratto. Molte polizze prevedono tre giorni dal fatto o dal momento in cui l’assicurato ne ha avuto conoscenza, ma il termine può variare. È consigliabile utilizzare un canale tracciabile e conservare il numero della pratica.

Preventivi, ricevute, fatture e documenti dei vigili del fuoco o del Comune possono aiutare il perito a ricostruire l’entità del danno. Le riparazioni urgenti necessarie a mettere in sicurezza il tetto o chiudere una finestra devono essere documentate.

Il rimborso può essere ridotto dalla franchigia, una somma fissa che resta a carico dell’assicurato, o dallo scoperto, calcolato in percentuale sul danno. Un indennizzo da 3.000 euro con scoperto del 10% lascia 300 euro a carico del proprietario, salvo un minimo più alto previsto dal contratto.

Chi non ha una garanzia per gli eventi atmosferici difficilmente può ottenere un rimborso dalla compagnia. Un eventuale contributo pubblico richiede uno specifico provvedimento delle autorità e non scatta automaticamente dopo ogni grandinata.

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